Selezioni del personale poco trasparenti: per la Procura non c'è reato

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E’ stata archiviata perché «non sono stati rilevati comportamenti di rilevanza penale» una indagine aperta dalla procura di Pescara per una selezione pubblica non proprio trasparente. Ma per il pm Del Bono non c’è alcun comportamento che violi le leggi penali.


La storia è una di quelle sempre più comuni in una Italia zeppa di selezioni pubbliche non sempre chiare e trasparenti.
C'è chi accetta i responsi senza battere ciglio e anche chi, davanti a quello che ritiene essere un sopruso, decide di rivolgersi alla magistratura.
Il secondo è stato proprio il caso della signora Lucia Saputelli che ha presentato un esposto al difensore civico e alla procura di Pescara per accertarsi che tutto fosse avvenuto in modo regolare nel corso di una selezione alla quale ha partecipato sua figlia.
La signora contestava le procedure di selezione svolte nel 2006 per la designazione di farmacisti da destinare al progetto obiettivo, come deliberato dalla delibera di giunta 381/2006.
Non sarebbero state eseguite, infatti, secondo i canoni della «trasparenza e della imparzialità».
Negli avvisi pubblici non sono stati indicati i criteri e le modalità di valutazione dei titoli presentati dai candidati: una scelta a discrezione e non sulla base di una valutazione comparativa, alla faccia della meritocrazia.
E quando poi la donna, una volta che la figlia era stata scartata, ha chiesto di conoscere i criteri usati per la scelta non ha ricevuto alcuna risposta.
In più di pubblicità e informazioni sul sito della Regione non ce ne sarebbe stata.

IL DIFENSORE CIVICO

E' toccato così prima al difensore civico, Nicola Sisti, gestire la patata bollente. Sisti ha chiesto di ricevere tutta la documentazione inerente questa selezione con una lettera del 2 ottobre del 2008 indirizzata al direttore della direzione sanità della Giunta Regionale e al dirigente del servizio assistenza farmaceutica della Giunta.
I documenti arrivano a Sisti ed il 13 novembre 2008 scrive un'altra lettera in cui riassume quanto successo e esprime le perplessità della selezione.
«La procedura attivata», si legge nel documento, «è in contrasto con le norme concernenti le modalità di assunzione agli impieghi regionali».
Ecco, forse la signora Saputelli ci aveva visto bene.
Ma non basta perché il resto della lettera è ancora più chiaro.
Sisti ricorda che per selezionare personale c'è bisogno di «adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti», una «adeguata pubblicità» e una «commissione di esperti».
E poi ancora il difensore civico ricorda che le amministrazioni pubbliche «disciplinano e rendono pubbliche procedure comparative per l'attribuzione di incarichi».
Passaggio, anche questo disatteso.
«E' evidente la mancata applicazione di questi principi», scrive Sisti.
E cosa succede? Il difensore civico è chiaro: chiede alla direzione di agire in autotutela per l'annullamento della graduatoria e di sapere se, oltre alle professionalità scelte dall'assessore alla Sanità (allora Bernardo Mazzocca), siano stati conferiti ulteriori incarichi ad altri farmacisti presenti nell'elenco.

Ma di risposte Sisti non ne riceve, tanto che il 17 febbraio invia un primo sollecito e il 22 maggio un secondo. In quest'ultimo ricorda che le amministrazioni regionali devono rispondere al difensore civico.

LA PROCURA ARCHIVIA

Intanto la signora Saputelli, forte della risposta positiva del difensore civico, decide di rivolgersi alla Procura.
E' ovvio, pensa, che se è stato commesso un “errore” anche la magistratura potrà accertare se vi sia un reato.
Ma la risposta degli inquirenti è tutt'altro che soddisfacente.
La polizia giudiziaria, lette le carte, afferma che non si rilevano «comportamenti di rilevanza penale».
Perché? Perché la stessa delibera di giunta pre selezione avvertiva che la scelta del personale sarebbe stata compiuta «dal componente la giunta preposto alla Sanità». Si sottolinea, quindi, «la più completa discrezionali nella scelta». Niente di illegale. Tutto bene così. E le obiezioni del difensore civico?
La tesi viene sposata in pieno anche dal pm Barbara Del Bono. E' tutto in regola?
Non proprio: le tesi del difensore civico non sono state confutate, la mancanza di trasparenza e pubblicità rimane. Ma tutto questo non è sufficiente a concretizzare un qualsivoglia reato penale. Caso archiviato.

Alessandra Lotti 05/06/2009 9.53