Caso Scalzitti, nomina Ctu per indennità accompagnamento

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Nei mesi scorsi una donna di 59 anni malata di tumore e costretta a vivere con 260 euro al mese chiese di morire dignitosamente con l’eutanasia.

Ma adesso si apre una nuova speranza per la signora. Una speranza che dovrà passare per le vie legali e si spera che la trafila sia breve.
Il 25 giugno il tribunale di Sulmona affiderà l'incarico al medico, consulente tecnico d'ufficio, per valutare se le condizioni di salute di Angela Scalzitti legittimano la decisione della commissione della Asl Avezzano-Sulmona che ha negato l'indennità di accompagnamento.
E' stata la donna a decidere di adire le vie legali avverso il provvedimento.
Nel dicembre scorso chiese di poter accedere all'eutanasia per mettere fine a una vita di stenti, ma soprattutto per denunciare l'iniquità di una norma che prevede l'asettica valutazione dello stato di salute per ricevere l'indennità di accompagnamento, senza che tenga conto della posizione reddituale della persona malata.
«Se non e' possibile vivere con serenità - dichiarò all'Agi la donna - chiedo almeno di morire dignitosamente con l'eutanasia. Non auguro a nessuno di dover vivere in queste condizioni, nemmeno a me».
La donna attualmente e' sottoposta a continui controlli presso gli ospedali di Castel di Sangro, Sulmona e Pescara, accertamenti medici tesi a valutare se deve essere sottoposta a nuovi cicli di chemioterapia.
Ad accompagnarla e' un “taxi della solidarietà”, messo a disposizione dalla Comunità montana per diretto interessamento del presidente Pasqualino del Cimmuto e in alternativa un'ambulanza, grazie all'intercessione dell'ex commissario della Croce rossa, Maurizio Scelli.

04/06/2009 9.20