Accoltellamento plurimo, Di Clerico conferma: «accecato dalla gelosia»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1374

CHIETI. Restano in carcere Carmine Di Clerico, 39 anni di Miglianico e il padre Domenico, 68, arrestati a Francavilla al Mare nella notte tra sabato e domenica con le accuse di tentato omicidio plurimo aggravato.


Nel corso dell'interrogatorio, Carmine ha ammesso le proprie responsabilità giustificando il gesto dalla foga della gelosia che lo aveva accecato.
Il padre, indagato anche per resistenza a pubblico ufficiale, ha invece negato qualunque coinvolgimento e ha dichiarato di essersi recato sul posto perche' il figlio lo aveva chiamato in quanto rimasto in panne.
I due sono stati interrogati questa mattina dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Chieti, Marina Valente, che ha convalidato gli arresti disponendo per entrambi la misura della custodia cautelare in carcere motivandola con il pericolo della reiterazione della condotta e i futili motivi.
Sembra che da qualche tempo Carmine Di Clerico nutrisse dubbi sulla fedeltà della moglie, da cui ha avuto due figli e nonostante la separazione fosse imminente, non riusciva a darsi pace.
I due erano finiti in cella dopo che Carmine di Clerico, il quale aveva portato con sè anche il padre, in preda ad un raptus di gelosia aveva cercato di uccidere la moglie Brunilda Ndoni, 28 anni, albanese, dapprima tentando di strangolarla, poi colpendola con una coltellata al petto.
Di Clerico ha anche vibrato numerosi fendenti ai genitori della donna, intervenuti sul posto per difenderla, con un coltello a serramanico consegnatogli dal padre che incitava il figlio ad ammazzarli tutti ed ha accoltellato anche due passanti, uno di 33 e l'altro di 69 anni, che avevano cercato di aiutare la donna.
Il più grave e' il 69enne, tuttora ricoverato nell'ospedale di Chieti in prognosi riservata.
I genitori della giovane albanese invece hanno riportato lesioni guaribili in 25 e 30 giorni. Brunilda Ndoni ha avuto una prognosi di dieci giorni.
Medicato e subito dimesso con una prognosi di 10 giorni il soccorritore di 33 anni.

03/06/2009 14.33