Fiume Sangro. Il Wwf firma un esposto contro gli scempi

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Una nuova battaglia per la salvaguardia dell'ambiente da parte del Wwf che questa volta ha denunciato alla procura gli abusi alla zona della foce del fiume Sangro, una delle aree maggiormente protette dalle normative vigenti.
La foce del Sangro dal 1995 è patrimonio ambientale unico dell'Unione Europea. Riconoscimento conferito per l'alto valore naturalistico dell'area dovuto alla ricchezza di tipologie di habitat di ambiente mediterraneo e alla massiccia presenza di specie animali e vegetali che fungono da indicatori economici sulla qualità ambientale.
Tutte queste forme di tutela però, secondo il Wwf Abruzzo, non sono suffragate dai fatti: «l'elevata biodiversità dell'area sta scomparendo a causa di continui assalti quotidiani portati da pesca abusiva, realizzazione di strade e passaggio di ruspe ed automobili. I danni sono stati portati con la costruzione del nuovo ponte sulla strada statale 16. Questa costruzione ha compromesso l'habitat esistente».
«In questi giorni» – prosegue Ines Palena, presidente Wwf zona frentana e costa teatina – «le guardie forestali hanno inviato un dossier fotografico ed un esposto alle autorità competenti al fine di accertare eventuali responsabilità sulle attività. La norma prevede che per ogni lavoro in siti di tale rilevanza debba essere prodotto uno studio di valutazione di incidenza che esamini l'impatto dell'opera sull'area».
Le responsabilità sono da dividersi con tutti gli enti: «la regione Abruzzo non finanzia i piani di gestione e non supporta i comuni interessati. La provincia di Chieti, invece, non coordina le attività. I comuni di Fossacesia e Torino di Sangro dovrebbero concretizzare la gestione di queste aree realizzando il piano di gestione, avviando studi sull'habitat, fauna e flora. Il tutto chiedendo finanziamenti comunitari e nazionali».
Il fiume Sangro è già stato teatro di violazione nelle normative edilizie con la costruzione del porto turistico di Fossacesia. Nel 2005 la corte di Giustizia del Lussemburgo condannò l'Italia perché la regione Abruzzo non verificò l'adeguata valutazione dell'impatto ambientale.
«Il Wwf »– conclude Ines Palena – «ha già chiesto alla Capitaneria di Porto, al corpo Forestale dello Stato, alla procura della repubblica ed al comune di Torino di Sangro di vigilare sulla foce del Sangro. Quest'area non deve essere teatro di abusi e violazioni. L'ambiente deve essere tutelato e valorizzato anche per sviluppare turismo eco-sostenibile».

03/06/2009 13.41