Villa Pini: dal 3 giugno presidio ad oltranza per parlare con la Regione

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Non si arresta la bufera sugli stipendi non pagati. I lavoratori sono tutti compatti contro la Regione perché sanno che solo l’arrivo dei soldi potrà sbloccare la loro situazione.

Ma da mesi la situazione non si sblocca così i sindacati hanno deciso di tenere un presidio a oltranza dinanzi all'assessorato alla Sanità della Regione a partire dal 3 giugno prossimo alle ore 10,30.
Chiedono al presidente della Regione Gianni Chiodi, al commissario ad acta per la sanità Gino Redigolo, agli assessori Lanfranco Venturoni e Paolo Gatti che una loro delegazione, insieme a Cgil Fp e Cisl Fp venga ricevuta per trovare risposte concrete al problema del mancato pagamento degli stipendi degli ultimi sei mesi.
I lavoratori del Gruppo Villa Pini d'Abruzzo non percepiscono la retribuzione dal mese di dicembre 2008, nonostante il fatto che garantiscono comunque l'assistenza sanitaria ai pazienti e il servizio nelle loro strutture sanitarie - si legge in una nota.
E tuttavia ad oggi lamentano l'impossibilità di proseguire nel loro lavoro, causa la mancanza assoluta delle risorse economiche e psicofisiche necessarie a garantire persino gli spostamenti presso le strutture sanitarie.
«I lavoratori - prosegue la nota - hanno già depositato i decreti ingiuntivi contro la proprietà e le organizzazioni sindacali Cgl Fp e Cisl Fp hanno chiesto un incontro al presidente Chiodi, agli Assessori Venturoni e Gatti ed al commissario Redigolo.
«Nella riunione dello scorso 21 maggio», ricordano i dipendenti, «l'assessore Venturoni ha prospettato la possibilità che fosse la banca Unicredit ad erogare delle somme al Gruppo Villa Pini, somme vincolate al pagamento degli stipendi ai lavoratori. Alla data odierna però risulta che nessuna decisione tesa a garantire il rapido pagamento delle retribuzioni sia stata presa, mentre i lavoratori continuano a prestare ogni giorno la loro opera».
Duro anche il commento del consigliere dell'Italia dei Valori, Carlo Costantini che usa parole di fuoco: «trovo vergognoso che il p Chiodi abbia potuto consentire che, per tutti i sei mesi decorsi dal suo insediamento, i dipendenti del Gruppo Angelini potessero restare senza stipendio. I privati convenzionati con il servizio sanitario regionale o pagano gli stipendi o chiudono, con il dovere in tal caso della Regione di assicurare la stabilità occupazionale dei lavoratori. E se qualcuno in Regione ha contribuito a determinare questa situazione, che paghi anche lui».

29/05/2009 10.20