"Consulenze" per non pagare tasse: commercialista abruzzese nei guai

Alessandro Biancardi

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MILANO. Una consulenza molto speciale per grandi società che permetteva di… non pagare le tasse. I mezzi utilizzati erano sofisticati artifici contabili tuttavia illegali. Per questo un commercialista abruzzese che opera a Milano è finito nei guai. Anche in Abruzzo sequestri e ripercussioni.
Le fiamme gialle hanno proceduto al sequestro conservativo, per un valore di 290 milioni, di diversi beni immobili, società e contratti di assicurazione nei confronti di due soci di rilievo del gruppo Mythos Arkè. Molti dei beni sequestrati sono in Abruzzo in quanto uno dei soci è abruzzese.
Il gruppo, tra i più grandi sulla piazza italiana, svolgeva attività di consulenza fiscale.
Uno dei principali soci è Giuseppe Berghella, commercialista di origini abruzzesi, finito già agli arresti il 27 febbraio scorso (poi tornato in libertà) con altri 3 professionisti della società.
Dal 2005 il gruppo era finito sotto la lente della Procura di Milano per un episodio di corruzione di 3 funzionari dell'Agenzia delle Entrate di Milano ad opera proprio dell'abruzzese.
Furono colti in flagranza di reato e da lì si accertò una rete più ampia studiata per evadere il fisco. Dalle indagini è emerso un vero e proprio “laboratorio” di ingegneria dell'evasione fiscale, in grado di generare un danno all'Erario potenzialmente senza limiti.
Le investigazioni hanno azzerato un gruppo costituito da oltre 1200 società, che svolgeva la sua attività di “consulenza” finalizzata alla frode fiscale, avvalendosi di oltre 100 professionisti altamente qualificati, di consulenze esterne, di una filiale “dedicata” di una banca e di uno studio notarile.
Il gruppo Mythos attualmente non è più operativo e nei confronti di 9 sue società sono in corso le procedure fallimentari.
Tra i professionisti “altamente qualificati” ci sarebbero altri abruzzesi che avrebbero fatto da “satelliti” per le operazioni della Mythos.
Le società clienti sono sparse ovunque da nord a sud.
Gli inquirenti non escludono che siano anche in Abruzzo.
Invece è certo che molti dei beni sequestrati ai due principali soci sono in Abruzzo.
Infatti, il 29 aprile scorso, il nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza ha posto i sigilli 6 appartamenti in centro a Milano e poi anche a Pescara e a Chieti; 10 box a Milano e Pescara; due locali di uso commerciale a Chieti; 66 ettari di terreno e edifici rurali a Pescara; quattro società ancora a Milano, Pescara e Chieti; e 15 contratti di assicurazione.
Il valore di questi immobili è stimato in 11 milioni.
I sequestri proseguiranno fino alla cifra stabilita man mano che gli inquirenti individueranno beni riconducibili ai due principali imputati, Angelo Guido Agostino Maria Mainardi e Giuseppe Berghella.

COSA FACEVA LA MYTHOS ARCHE'

Proponendosi come gruppo di consulenza fiscale, che poteva vantare tra le sue fila validi professionisti, la società contattava i clienti per promuovere operazioni e prodotti per ridurre- ed in molti casi azzerare- l'imposta.
I prodotti di “consulenza” convenivano al cliente perché la parcella per il professionista era nettamente inferiore all'imposta da corrispondere all'Agenzia delle Entrate.
Questo differenziale positivo avrebbe incentivato molte imprese e molti commercialisti a servirsi dalla Mythos.
Nel gruppo, la Mythos Archè era la società cardine intorno alla quale giravano società più piccole, alcune di queste dette di “ magazzino” che riuscivano a veicolare i prodotti della Mythos Archè. Non mancavano le società “satellite” che convogliavano i clienti sulla società principale. Alcune di queste opererebbero in Abruzzo.

RECUPERATI DAGLI INDAGATI 21 MLN

Oltre al danno erariale provocato dall'evasione “consigliata” alle società clienti, il gruppo Mythos aveva fatto richiesta di rimborsi per imposte dirette per un ammontare di 8 milioni di euro mettendo in atto dei veri e propri artifizi fiscali.
Intanto per ora l'amministrazione finanziaria pensa a recuperare il possibile.
Infatti, il procedimento penale ha già portato l'Agenzia dell'Entrate ad incamerare 21 milioni dagli undici soggetti che nei mesi scorsi hanno scelto di patteggiare.
Tra questi alcuni professionisti della Mythos, 2 clienti ed una banca, infliggendo un totale di circa 8 anni e mezzo di reclusione.
L'abruzzese Berghella, invece, ha scelto di non patteggiare e quindi andrà a giudizio.
Se l'inchiesta si è concentrata in un primo momento sui promotori e sui partecipi dell'associazione per delinquere, ora sono cominciati gli accertamenti sui loro clienti tra cui figurano persone fisiche e società.
Un lavoro che viene svolto in sinergia tra Guardia di finanza e Agenzia delle Entrate. Collaborazione che si realizza anche tra gli uffici di Milano e quelli abruzzesi.
L'attività è ora rivolta nei confronti di quei clienti che, utilizzando i prodotti del gruppo Mythos, hanno azzerato negli anni passati il debito nei confronti del fisco.
A tal riguardo sono state inviate ai vari reparti della Guardia di Finanza, distribuiti su tutto il territorio nazionale, oltre 200 segnalazioni per permettere i recuperi fiscali.
Parallelamente l'Agenzia delle Entrate ha avviato una serie di attività istruttorie su altrettanti soggetti al fine di recuperare le imposte indebitamente non versate.
L'amministrazione finanziaria, con la massima collaborazione tra i vari organi, sta quindi utilizzando tutti gli strumenti a disposizione per individuare i numerosi soggetti che hanno fruito degli artifizi fiscali messi a disposizione dal gruppo Mythos.
Al momento diverse società clienti, avendo subodorato i possibili guai all'orizzonte, hanno richiesto di rettificare le proprie dichiarazioni fiscali mediante l'istituto del “ravvedimento operoso” o di definire mediante l'istituto dell'adesione le contestazioni già accertate.

Manuela Rosa 29/05/2009 8.13