Comune. Bilancio approvato, Di Quinzio si salva e può pensare a governare

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Approvato il Bilancio al Comune di Francavilla al mare: 10 voti a favore, 2 astenuti e 8 contrari.

Dunque l'amministrazione di Nicolino Di Quinzio supera anche questo difficile ostacolo, dopo tutte le difficoltà incontrate nel primo anno di gestione, non ultima la sospensiva del Tar che ha rimesso in sella come presidente del Consiglio Carlo De Felice, sfiduciato e disarcionato proprio dalla maggioranza in carica.
Nel merito della questione “presidente si-presidente no”, il Tar – come noto – si pronuncerà il 6 giugno, ma intanto ieri il Consiglio è stato presieduto proprio da De Felice: «Mi hanno fatto i complimenti per la mia conduzione – spiega – mi è solo spiaciuto che dopo l'approvazione del Bilancio la maggioranza se ne sia andata, non mostrando lo stesso spirito e lo stesso rispetto istituzionale di cui io ho dato prova».
In realtà le cose non sono andate così lisce come racconta il presidente.
C'è stato prima il tentativo di far saltare la seduta in quanto la minoranza non aveva avuto il tempo di presentare alcuni emendamenti.
Regolamento alla mano, l'avvocato Vincenzo Di Lorenzo ha chiarito che gli emendamenti si poteva presentare anche in corso d'opera.
Così sono stati convocato i Revisori dei conti che seduta stante hanno detto sì o no agli emendamenti: sono passati così i 15 mila euro per il Carnevale ed i 400 mila per la Caserma dei Carabinieri.
Insomma la solita maratona di discussioni che dalla mattina si sono inoltrate fino all'approvazione del Bilancio nel pomeriggio, dopodichè la maggioranza ha abbandonato l'aula credendo di far mancare così il numero legale.
«Ma 8 consiglieri della minoranza – spiega Carlo De Felice – erano sufficienti per discutere le interpellanze, addirittura il Regolamento parla di 1/3 dei consiglieri, quindi ne bastavano anche 7. E chi è assente in democrazia ha sempre torto».
In questa appendice al Bilancio si è discussa l'interpellanza contro il nuovo Direttore generale, Antonio Infantino, che non è molto simpatico alla minoranza da quando ha messo le mani nelle carte segrete della vecchia amministrazione.
Ma la nomina del direttore è di competenza del sindaco, quindi si è trattato di una discussione inutile.
Tra le interpellanze, ancora una volta la vicenda della richiesta di spostamento della Farmacia Russo in altra zona: una storia che riemerge ogni tanto, in assenza di una parola chiara della Regione e di Federfarma.
Insomma una giornata positiva per Di Quinzio, chiamato ora senza altri alibi a dare prove concrete della sua amministrazione, soprattutto sul versante della trasparenza.

Sebastiano Calella 28/05/2009 15.08