Bancarotta Faber: gli indagati respingono tutte le accuse

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Hanno tutti respinto le accuse i quattro indagati nell’inchiesta di presunta bancarotta fraudolenta che la scorsa settimana sono stati arrestati, insieme a Enzo Amadio, ex patron del Roseto Basket che sabato scorso è stato già scarcerato.

Questa mattina i quattro indagati che non erano ancora stati ascoltati hanno respinto tutte le accuse proprio come aveva fatto alla fine della settimana scorsa l'imprenditore pescarese.
I legali hanno presentato anche istanza di revoca dei domiciliari e il gip dovrà adesso decidere se sussistano ancora le esigenze cautelari.
Le indagini continuano per analizzare gli elementi emersi e i tempi si preannunciano lunghi vista la difficoltà della materia.
Lo stralcio di inchiesta che si ricollega a quella dell'altro fallimento del Pesaro Basket, proprio nella gestione Amadio, era partito dalla vicenda della costruzione di un centro commerciale nel comune di Manfredonia con l'acquisto di un terreno che per l'accusa è stato supervalutato di oltre 20milioni di euro e acquistato a soli 2 milioni.
Ma oggi Beniamino Franchi, presidente del cda della Faber spa, e della Iniziative Produttive srl; Alberto Angelini, componente del cda della Faber spa e della Iniziative Produttive srl; Mauro Gallo, presidente del collegio sindacale della Faber spa e il foggiano Stefano Bono amministratore unico della Immobiliare Manfredonia srl, nel corso dell'interrogatorio di garanzia davanti al gip del tribunale di Pescara, Guido Campli, hanno sostenuto che il valore del terreno, sul quale doveva essere costruito il centro commerciale, non e' stato gonfiato in quanto e' stato oggetto di strumenti urbanistici e commerciali che ne hanno aumentato il valore.
Per l'accusa, attraverso una serie di movimentazioni finanziarie, sono stati distratti circa 24 milioni di euro di cui 15 concessi da un pool di banche alla società Iniziative produttive srl per la realizzazione di un centro commerciale a Manfredonia (Foggia), i cui lavori non sono mai cominciati.
Il finanziamento richiesto era di 48 milioni di euro che doveva servire non solo per realizzare le opere ma anche per il terreno, che la società Iniziative produttive, partecipata della Faber, avrebbe acquistato dalla 'Immobiliare Manfredonia' per 21 milioni di euro.
Durante l'interrogatorio dei giorni scorsi anche Amadio si era discolpato su tutta la linea, indicando come veri responsabili «altre persone».
Poi sabato l'ex patron del Roseto Basket e della Scavolini Pescara è stato scarcerato e ha ottenuto l'obbligo di dimora.

25/05/2009 14.59