Ponte del Mare: la Finanza indaga sulle spese per l'inaugurazione-presentazione

Alessandro Biancardi

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Ponte del Mare: la Finanza indaga sulle spese per l'inaugurazione-presentazione
PESCARA. Mentre D’Alfonso invita i cittadini con il megafono, mentre D’Angelo prepara il caschetto e l’organizzazione è in fase per la presentazione del Ponte del Mare, la sezione di polizia tributaria della finanza acquisisce copia della delibera di giunta che prevede le risorse destinate a questa inaugurazione-“presentazione”. * L’EX ASSESSORE RC TOMMASO DI BIASE DIFENDE IL PONTE DEL MARE
La domanda di fondo sembrerebbe essere: le risorse finanziarie pubbliche sono state usate correttamente?
A porsela è la finanza che, come previsto dalla legge (art.2 D.lgs. 68/2001), può intervenire per controllare gli enti pubblici su «risorse e mezzi finanziari pubblici impiegati a fronte di uscite del bilancio pubblico nonche' di programmi pubblici di spesa».
«E' successo due giorni fa» ha raccontato il consigliere Enzo Del Vecchio (Pd) «sono venuti ad acquisire copia della delibera riguardante le spese inerenti la presentazione del Ponte del Mare ai fini di verificare la corretta utilizzazione delle risorse finanziarie così come previsto dall'art.2 del decreto legislativo 68/2001».
La polizia tributaria si sarebbe, quindi, mossa autonomamente.
Il provvedimento recherebbe il timbro del Nucleo di polizia tributaria e in calce la firma del Comandante.
Per ora non trapelano voci che farebbero pensare ad un ordine della Procura e dunque ad una inchiesta già formalmente aperta.
«Oggi non c'è lo scoop», ha ironizzato Camillo D'Angelo, «lo hanno firmato loro da soli e non la Procura».
D'Angelo si è chiesto poi come mai siano intervenuti di persona e non abbiano acquisito la delibera direttamente dal sito internet del comune.
Forse perché è impossibile?
Infatti, non si possono scaricare le delibere approvate dopo il 18 febbraio 2009 semplicemente perché non ci sono.
E' tutto fermo a quella data nonostante ripetute segnalazioni e assicurazioni che tutto sarebbe andato a posto.
«Questa notte verranno caricate, c'è stato un problema», ha assicurato nuovamente il sindaco facente funzione, dopo una telefonata in diretta al tecnico competente.
Sempre perché «tutto è alla luce del sole», come ricordano dal Comune giornalmente.
Non emergono altri particolari da parte dei finanzieri.
Secondo la prassi gli interventi della tributaria riguardano sempre natura di carattere fiscale.
In questo caso non ci sarebbe alcuna evasione da accertare ma quando si delibera una spesa che potrebbe non essere corretta dal punto di vista della copertura, si potrebbe creare un danno erariale.
In tal caso verrebbe interessata anche la Corte dei Conti.
Quindi per ora resta ancora da chiarire se si tratta di un fulmine a ciel sereno o di una pioggia sul bagnato.
C'è poi eventualmente l'aspetto da chiarire circa la manifestazione che cade comunque in periodo elettorale e che potrebbe essere considerato un “messaggio politico” pagato con i soldi del Comune.
Saranno gli sviluppi a chiarire questa vicenda delle spese per la presentazione: luci, amplificazione, volantini, manifesti, cartoline filateliche in limited edition. Intanto i soldi sono già stati stanziati. Correttamente o meno questo pomeriggio prenderanno forma in una "presentazione" in pompa magna.
Appuntamento alle ore 17.30.

Manuela Rosa 23/05/2009 13.15









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L'EX ASSESSORE RC TOMMASO DI BIASE DIFENDE IL PONTE DEL MARE


PESCARA. Nel giorno della inaugurazione con giallo del Ponte del Mare (per l'acquisizione della delibera da parte della Guardia di Finanza) a difendere l'opera a nome della giunta D'Alfonso è l'ex assessore di Rifondazione (oggi Sinistra), Tommaso Di Biase, per un pò sparito dalla scena politica e ricomparso poi al fianco del sindaco D'Alfonso nella campagna elettorale pro Alessandrini.
Di Biase prova a fugare ogni dubbio sull'opera delle opere, quella che dovrebbe essere il vanto della città e di sicuro rimarrà per sempre il simbolo di D'Alfonso.
L'ex assessore parla di «critiche negative per lo più ingenerose, frutto di scarsa conoscenza e spesso in malafede per motivi di polemica politica».
«Spero quindi di poter essere di qualche aiuto nell'informazione corretta di quei cittadini che non intendono esprimere una contrapposizione pregiudiziale», spiega Di Biase, «così i costi della realizzazione del Ponte del Mare sono stati quasi del tutto a carico della Fondazione Pescarabruzzo e, in misura minore, di altri sponsor privati. Non sono stati quindi sostenuti dai cittadini di Pescara. Inoltre la scelta di realizzarlo è stata compiuta legittimamente dall'amministrazione comunale sulla base della Variante al Prg elaborata dall'Assessorato all'Urbanistica e approvata dal Consiglio Comunale».
Sulla pendenza delle rampe Di Biase conferma che è del 6,9%, cioè al di sotto del limite indicato dalle leggi vigenti (8%).
Sono previste piazzole di sosta ogni 10 metri per i disabili in carrozzina, mentre le bici potranno salire e scendere senza problemi.
«Ma c'è qualcos'altro che fa di questo ponte un' opera che ritengo importante per la città», dice, «l'aspetto estetico, di totem contemporaneo, ha un suo valore, ma non è quello decisivo. Questo ponte non va considerato tanto come un oggetto da ammirare dall'esterno, ma piuttosto come un nuovo e formidabile punto di vista della città e del territorio. Altro aspetto importante, e che mi preme sottolineare, è che questo ponte proprio per il suo essere solo ciclo-pedonale costruisce un pezzo del possibile cambiamento della città e della vita dei suoi cittadini».
Bello o brutto il ponte è stato e sarà al centro del dibattito politico cittadino ancora per un po' e probabilmente anche nelle cronache dei giornali.
Sebbene il vicesindaco D'Angelo dice chiaramente di non avere dubbi su quanto ipotizzato dalla procura della Repubblica nella inchiesta per tangenti presunte, rimangono alcuni interrogativi leciti ai quali sono state date risposte diverse nel tempo poi smentite proprio dalle carte della procura: perché gli imprenditori sono disposti a versare ingenti somme per finanziare le opere?
Le perplessità legittime prima delle indagini potrebbero addirittura rafforzarsi anche inseguito ad altre vicende simili, per esempio il Wineglass, l'altra opera sotto la lente di ingrandimento della procura.
Anche in quel caso si è sempre parlato di “liberalità” da parte de Lafarge, la ditta allora proprietaria del cementificio di Pescara.
Poi però la Regione concesse una serie di autorizzazioni per nuove attività da svolgere all'interno dello stabilimento come l'utilizzo di rifiuti trattati per la combustione.
La denuncia venne resa pubblica allora dal deputato Carlo Costantini (Idv). [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=9914&page=0]Era il 12 maggio 2007.[/url]

23/05/2009 11.59