Villa Pini, Venturoni assicura che i pagamenti si sbloccheranno il 25 maggio

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Prosegue senza soluzioni la polemica legata alla mancata erogazione degli stipendi ai lavoratori del gruppo Villa Pini.



Da oltre cinque mesi non percepiscono i loro stipendi.
Ieri un altro incontro tra sindacati e assessore alla sanità Venturoni.
La Cisl ha chiesto all'assessore chiarimenti sulle relazioni intercorrenti tra la Regione, le Asl e il Gruppo Villa Pini.
«Abbiamo chiesto», ha spiegato il segretario generale Cisl Vincenzo Traniello, «l'entità delle somme dovute dalla Regione per il pagamento dei crediti maturati dal 2005 ad oggi; le motivazioni che impediscono il pagamento di quanto dovuto; i provvedimenti che l'assessore intende assumere per il pagamento degli stipendi ai lavoratori del Gruppo; la situazione relativa alle procedure di accreditamento e gli eventuali ostacoli alla firma dell'accordo; cosa intende fare la Regione Abruzzo , anche alla luce delle dichiarazioni dei alcuni assessori a mezzo stampa, in merito alle possibili soluzioni».
Venturoni dal canto suo ha assicurato che il pagamento dei crediti del Gruppo Villa Pini
sarà effettuato entro lunedì 25 all'Unicredit e contestualmente la banca si è impegnata a versare il 75% al Gruppo Villa Pini delle somme riscosse dalle Asl così da poter avviare la procedura per il pagamento degli stipendi.
Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepresidente del Consiglio Comunale di Chieti, Umberto Di Primio, che si è rivolto a Gianfranco Venturoni e Fabrizio Di Stefano, rispettivamente assessore regionale alla sanità e senatore della repubblica: «i lavori della clinica Villa Pini della famiglia Angelini non possono più pagare per colpe di altri. Non è tollerabile che da sei mesi e non si sa ancora per quanto, oltre mille persone, famiglie, siano costrette a lavorare normalmente senza percepire lo stipendio loro dovuto. Non è tollerabile che gli errori di qualcuno siano pagati da chi continua a lavorare onestamente».
«Intere famiglie di Chieti e non solo» – prosegue Di Primio – «vivono questo dramma quotidianamente e a queste poco importa se Del Turco ha ricevuto mazzette a Collelongo o se gli venivano portate da Quarta o da qualche altro componente della combriccola. Ai lavoratori del Villa Pini poco importa quando e chi la magistratura colpirà a conclusione delle indagini. Queste persone chiedono il rispetto del diritto costituzionalmente protetto che è quello della retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto».
«Se la gestione della sanità fatta dal centrosinistra è la causa principale del disastro di oggi» – affonda Di Primio – «è necessario che il centro-destra dimostri la differenza tra la politica del malaffare e delle chiacchiere rispetto a quella del fare e vicina alla gente».
Una è la strada giusta da seguire conclude Di Primio: «l'assessore Mauro Febbo mi ha assicurato che la giunta regionale ha dato inizio alle Asl di pagare, in accordo con la magistratura, il blocco dei fondi. I lavoratori vanno pagati».

22/05/2009 11.38