Villa Pini. Angelini: «la Regione deve darci 165.707.317,55 euro»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Ammontano a 165.707.317,55 di euro i crediti che il gruppo Villa Pini aspetta dalla Regione. Il calcolo è scritto a chiare lettere in una lettera, firmata da Chiara Angelini, nuova amministratrice del gruppo, dal titolo “perché ci volete chiudere?”.
La missiva, oltre che ai giornali è stata indirizzata anche alle Asl abruzzesi, all'assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, al presidente Chiodi e al procuratore della Repubblica, Nicola Trifuoggi.
Da giorni dalla Regione arrivano segnali di stanchezza per il continuo braccio di ferro e soprattutto per i mancati pagamenti degli stipendi dei dipendenti del gruppo.
La Regione pensa anche di revocare gli accreditamenti al gruppo.
«Sono molto preoccupata», scrive la figlia di Angelini, «e mi dispiacerebbe interpretare ciò che mi sta accadendo come fatti ritorsivi per avere mio padre che ha avuto il coraggio di denunciare le malefatte politico amministrative».
Il riferimento è ovviamente allo scoppio dell'inchiesta sulla Sanità che ha portato all'arresto dell'ex presidente Del Turco e altre venti persone tra politici, dirigenti e manager, una indagini nella quale Angelini ha avuto il ruolo di grande accusatore.
Il pool di magistrati al lavoro (Trifuoggi, Bellelli e Di Florio) hanno così accertato il pagamento da parte dell'imprenditore della Sanità di tangenti per riuscire a spuntare atti amministrativi a favore e magari controlli blandi relativi ai ricoveri in convenzione, e cioè ai rimborsi da ottenere.
In diversi casi si è potuto verificare che i dati dei ricoveri erano gonfiati e che per ogni letto c'erano contemporaneamente un paio di pazienti.
Se la Regione oggi ha controllato e verificato quei dati non si capisce perché non voglia pagare. Se non ha controllato non si capisce perchè non lo abbia ancora fatto a quasi un anno dallo scandalo.
Intanto la Angelini ha fatto tutta la stima delle somme che, secondo lei, sono dovute alla sua azienda.
Alla casa di cura Santa Maria spetterebbero 10.988.060, 38 di euro, alla Maristella Srl 4.069.869,89, alla Me.Fi.d.e.r.t 655.293 euro.
Al piccolo rifugio La Cicala altri 4.594.038, alla San. Stef 18.632.597. Più o meno stessa cifra per la Sanatrix, appena 4 mila euro allo studio radiologico Farina, e oltre 108 milioni a Villa Pini.
«Le ASL hanno beneficiato di prestazioni sanitarie per tali residui importi che ad oggi non vengono corrisposti», sostiene Angelini. «Perché si getta discredito con il rischio di provocare danni incredibili».

20/05/2009 9.39