Per lo stadio Adriatico spesi 1,7 mln per adeguamenti strutturali antisismici

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Nessun segreto: da anni lavoro con la massima trasparenza». Ad affermarlo è stato, questa mattina, il responsabile unico del procedimento, il geometra Angelo Giuliante, pronto nel suo ufficio a dare delucidazioni sull’adeguamento sismico dello stadio Adriatico.

«Purtroppo nei giorni quando mi avete cercato ero fuori per motivi familiari», ha spiegato Giuliante ricercato affannosamente per diverse volte per avere spiegazioni sugli interventi antisismici effettuati sullo stadio.
«Avete scritto – ha sostenuto il geometra- che i documenti sono segreti, ma non è vero, perché io sono disposto a farvi avere tutto».
I tecnici comunali sono oberati dalla mole di opere pubbliche e questo lo si capisce subito dalle montagne di carte sulle loro scrivanie.
Anche per questo non si perde tempo: dopo essere stato autorizzato via telefono da Tommaso Vespasiano (dirigente comunale e responsabile per i Giochi del Mediterraneo) a dare tutte le «notizie» ma non le «carte», il geometra ha iniziato ad illustrare un conteggio delle somme spese per l'adeguamento strutturale dello stadio alle norme sismiche.
La domanda di fondo rimane sempre: se Abruzzo Engineering stimava nel 2006 che per adeguare le tribune ci sarebbero voluti 11 milioni di euro, come si è fatto a ristrutturare tutto lo stadio con 13,5 mln di euro?
«Gli esperti di Abruzzo Engineering – ha risposto Giuliante- dovrebbero spiegarmi i dati tecnici e i loro rilevi con i quali giustificano quelle cifre perché mi sembrano spropositate».
In verità questo lo confermava anche Carlo Pace (che ha fatto quei rilievi) sottolineando che quella scheda del 2006 era una stima di «massima utile alle amministrazioni locali».
Per rispondere a tutte le nostre domande, Giuliante ha preparato un resoconto degli interventi antisismici: un foglio excel con le cifre e la descrizione di ogni lavoro appariva a schermo intero sul suo monitor.

ARRIVA UN SECONDO APPALTO “RIPARATORE”

Tre sono gli interventi strutturali spalmati nei due diversi appalti (primo da 10 mln e secondo da 3,5 mln) per un importo complessivo di 1,749 mln di euro.
Questa è quindi la cifra spesa per mettere a norma l'impianto sportivo.
Nel primo appalto, finanziato dai fondi del Comitato per i Giochi del Mediterraneo, inizialmente la cifra immaginata era di 192 mila euro.
Poi però con una variante la cifra arrivò a 392.685 mila euro.
In questo intervento era previsto il rinforzo delle strutture della tribuna Adriatica e parte della tribuna Majella.
«Però sapevamo- ha raccontato Giuliante- che l'adeguamento delle curve e parte della tribuna Majella mancavano nell'appalto principale quindi abbiamo scritto al commissario Fontana per chiedere se potevamo, con i soldi comunali, provvedere ad un altro progetto di adeguamento».
L'ok di Fontana ci fu e così nacque il secondo appalto da 3,5 mln ma che con il ribasso si attestava sui 2,393 mln di euro.
Questo progetto mirava «esclusivamente all'adeguamento strutturale e normativo delle curve nord e sud e della tribuna Majella».
Per la tribuna Majella sono stati spesi 468 mila euro per l'adeguamento strutturale, per la demolizione delle scale in cemento armato e la sostituzione con quelle di acciaio, per l'impermeabilizzazione dell'anello superiore e la tinteggiatura.
Sulle due curve sono stati investiti 888 mila euro per interventi del tutto simili a quelli della tribuna Majella.
Qui in più sono stati sostituiti i seggiolini.
«Lo stadio non solo è stato messo in sicurezza secondo la normativa vigente» ha continuato Giuliante, «ma abbiamo provveduto anche a riempirlo con tutte le attrezzature nuove per lo sport. Poi abbiamo installato un sofisticato sistema di sicurezza con le telecamere che la polizia gestirà ed ora stanno posizionando un maxischermo a led da 9 metri per 5».
Per quanto riguarda la sicurezza in caso di emergenza «con 22 mila persone dentro» è stato previsto un piano di evacuazione per settori che verrà facilitato da un impianto di diffusione sonora delle informazioni per governare al meglio le vie di deflusso.

IL DIRIGENTE:«NON DIAMO I DOCUMENTI»

La maggior parte delle cose che Giuliante ha detto con pazienza e chiarezza sono messe nero su bianco nella relazione tecnica del progetto esecutivo intitolata “lavori di manutenzione straordinaria, riqualificazione, ampliamento e adeguamento alle norme di sicurezza”.
E' una relazione tecnica, ma intellegibile ed esplicativa.
Sarebbe il caso di leggerla con attenzione…
Macchè la trasparenza è un'opinione ma Giuliante -che è dipendente comunale- esegue gli ordini del suo dirigente Tommaso Vespasiano, ordini che sono perentori: «i documenti non si danno».
Eppure il geometra sembra essere mosso da un civile impeto di trasparenza che gli impone di fare un ultimo tentativo con una telefonata.
Ma Vespasiano che conosce bene le leggi tanto da utilizzarle anche come “manganello” è ligio al dovere e alle regole: e quelle non si trasgrediscono, «per avere i documenti occorre fare domanda per l'accesso agli atti».
Vero.
Vero anche che il Comune ha 30 giorni di tempo per rispondere.
Vero anche che spesso non risponde comunque alzando un muro, quello di sicuro antisisma.
Tant'è. Evidentemente Vespasiano, dirigente plurindagato e con qualche condanna legata al suo incarico (es. l'abuso edilizio del villino Farina) , ha capito che con la legge non si scherza e che va rispettata sempre.

Manuela Rosa 19/05/2009 17.32