«Inaugurazioni illegali: perché nessuno ferma questo sconcio?»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Non si placano le polemiche sulle modalità di fare propaganda elettorale da parte dell’amministrazione comunale con le inaugurazioni contestate, organizzate con i soldi pubblici. Anche l’Associazione Sicurezza e legalità chiede uno stop.
La giunta D'Angelo segue la linea del suo sindaco D'Alfonso che ha prodotto appena un anno fa roventi polemiche e persino esposti senza apparenti esiti. Inutili sono risultate le proteste da parte di alcune forze politiche concorrenti, così come pare stia accadendo anche questa volta.
Due domeniche fa è stata la volta della inaugurazione dello stadio Adriatico aperto a duemila persone pur senza agibilità; sabato scorso grande cerimonia al Circolo Aternino ancora incompiuto con la protesta civile della lista Pescara 5 stelle di Stefano Murgo e lo stesso capiterà sabato prossimo per il ponte del mare che sarà ultimato (secondo le più rosee previsioni) all'80%.
E che non si tratti di semplici inaugurazioni ma di vera e propria propaganda lo dimostra anche l'attivismo del sindaco D'Alfonso, mai dimessosi, che si sta spendendo in prima persona distribuendo inviti e volantini per l'evento di cui è il principale ispiratore, così come l'opera che finalmente campeggia nel nuovo panorama cittadino.
L'Associazione Sicurezza e legalità, il sodalizio nazionale che fa capo al generale Antonio Pappalardo e che si è costituito da alcuni mesi anche in città, contesta la condotta dell'amministrazione comunale e non usa mezzi termini.
«La legge 28 del 2000, art. 9 vieta a chiare lettere la possibilità di fare inaugurazioni in periodo di campagna elettorale», spiega il segretario comunale dell'associazione, Massimo Pietrangeli, «non comprendiamo, dunque, come sia possibile che questa amministrazione, in maniera arrogante e pervicacemente recidiva, possa impunemente continuare a farne, dimostrando il più totale disprezzo verso le regole della democrazia e della legalità. Ci meraviglia non poco, inoltre, il fatto che nessun organismo riesca a fermare questo sconcio pescarese fatto oltretutto di inaugurazioni talmente affrettate che le opere in questione - oggettivamente - spesso non hanno alcuna compiutezza, e dunque verranno “reinaugurate” alla fine effettiva dei lavori, con evidente sperpero di denaro pubblico e aggravio del bilancio comunale.
Pietrangeli dice poi di non voler «scendere in politica» ma sostiene che «qualcuno ha l'obbligo di fermare queste manifestazioni prima del loro svolgimento: se la legge esiste, è perché la presentazione di quanto fatto, nel periodo di campagna elettorale è stata giudicata strumentale e condizionante ai fini del voto».
Secondo l'associazione le inaugurazioni (che hanno cambiato nome, ora le chiamano “presentazioni”) sarebbero comunque strumentali e per questo la legge le vieta nel periodo preelettorale.
«Tutto chiaro, lapalissiano, per tutti, meno che per l'amministrazione D'Alfonso», conclude l'associazione, «che pensa di poter continuare a piegare le regole a proprio piacimento e a calpestare impunemente la Legge. Chi ne ha la facoltà blocchi per tempo queste manifestazioni illegali e il grande spreco di fondi pubblici : fingere di non vedere non rende un bel servizio alla collettività, ma solo a chi vuole condizionarne in maniera illegittima il voto».

19/05/2009 8.26