Villa Pini, per far arrivare gli stipendi si pensa ad un liquidatore

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Va avanti la lunga trattativa per cercare di sbloccare gli stipendi arretrati dei dipendenti del gruppo Villa Pini.



La Giunta Regionale si sta impegnando nella ricerca di un metodo che consenta il pagamento degli stipendi.
Ad annunciarlo è l'assessore Mauro Febbo: «per raggiungere tale obiettivo», spiega, «è imprescindibile il rispetto delle leggi e delle situazioni giuridiche che si sono determinate».
In particolare, ed è l'ipotesi a cui sta lavorando l'Ufficio legale della Regione, una delle strade possibili affinchè i lavoratori ricevano direttamente il pagamento delle spettanze maturate può essere la nomina di un liquidatore.
«Non è infatti pensabile», ha detto Febbo, «che la Regione Abruzzo possa versare direttamente al gruppo Villa Pini le somme da quest'ultimo richieste. Come dimostra, infatti, una missiva di costituzione in mora del 19 marzo 2009 a firma dell'avvocato Daisy D'Alessandro incaricata da Rsa – Cgil, Cisl, Uil, Cimop, Uil Medici delle diverse strutture del Gruppo, nonché dalla documentazione trasmessa dalle Asl e in possesso dell'Assessorato alla Sanità, a quella data il gruppo Villa Pini aveva già effettuato la cessione del credito a favore di Unicredit Factoring spa».
Il Gruppo Villa Pini da mesi sta conducendo una trattativa con Unicredit, a cui partecipa nella veste di garante la Regione, con l'ipotesi di destinare il 75% del credito ai lavoratori e il restante 25% a Unicredit.
Trattativa che sembrava conclusa una settimana fa con un nulla di fatto.
«Di fronte ad una situazione simile», continua Febbo, «che continua a penalizzare i lavoratori, la prima strada che si sta valutando di percorrere è la nomina di un liquidatore per pagare gli stipendi; la seconda è, anche alla luce dell'inchiesta penale della scorsa estate, di mettere in atto una procedura finalizzata alla revoca della convenzione con il gruppo Villa Pini. Convenzione che verrebbe successivamente assegnata attraverso un bando pubblico che prevede, per l'aggiudicatario, l'obbligo di riassorbire tutti i lavoratori».
18/05/2009 15.54