De Felice sfiduciato promette battaglia a Di Quinzio & C.

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Punto all'odg: elezione del nuovo presidente del Consiglio comunale di Francavilla al mare.
Se ne parlerà martedì mattina, ore 9, quando dovrebbe essere nominato il sostituto di Carlo De Felice, sfiduciato il 3 marzo scorso, dopo un infuocato consiglio comunale.
A votare la sostituzione furono i consiglieri di maggioranza più uno di minoranza, con 5 astenuti e 4 contrari (lo stesso De Felice, Manuel De Monte, Francesco Todisco e Giuseppe Casoraro).
Giunge così al capolinea l'operazione che ha portato alla sostituzione del presidente, che non godeva più la fiducia del sindaco e della maggioranza.
«Si. Mi hanno notificato che sarei decaduto – spiega Carlo De Felice – faccio gli auguri al mio sostituto, ma la storia non finisce qui. Ho dato incarico ad un pool di avvocati amministrativisti per difendere la mia posizione, non la mia poltrona. Mi hanno cacciato per motivi politici e questo è chiaro da molti fatti accaduti, ma non è sufficiente a giustificare un atto che ritengo illegittimo».
Dietro l'apparente serenità con cui il presidente - ormai ex - parla della sua vicenda, in realtà c'è la decisione di fare guerra giudiziaria alla maggioranza (Tar o altro) di cui pure era stato componente decisivo per la vittoria di Di Quinzio.
Come si ricorderà, fu proprio l'apparentamento di De Felice che portò alla sconfitta di Giuseppe Pellegrino, sostenuto da Angelucci.
E così a Francavilla si insediò un'amministrazione di centrosinistra sostenuta da un partito di centrodestra (Udc).
Poi, dopo l'elezione a presidente del Consiglio avvenuta il 25 maggio scorso, cominciarono subito gli screzi politici che portarono l'Udc a divorziare da Di Quinzio e lo stesso sindaco a revocare gli incarichi ad alcuni consiglieri delegati (Todisco e De Monte) che passarono quindi sui banchi dell'opposizione, anche se non furono molto ben accolti dai colleghi di Forza Italia che si astennero sulla sfiducia a De Felice.
La posizione dell'ex presidente dovrebbe essere questa e fu anche anticipata nel consiglio comunale di marzo:«per annullare la delibera di elezione – spiega De Felice - serviva la revoca dell'atto amministrativo, non la votazione di un atto politico di sfiducia. Quindi è illegittima questa decadenza che viene per scadenza dei termini di affissione della delibera “politica” e non per la revoca di un atto amministrativo».
Finisce qui? Trattandosi di Francavilla, la storia non è così semplice.
Perché qualcuno si chiederà come mai una delibera di marzo arrivi oggi al capolinea, dopo quasi tre mesi.
La risposta è che non fu votata l'immediata esecutività, e questo può starci. Ma poi, a dimostrazione delle difficoltà interne in cui si muove l'amministrazione Di Quinzio, la delibera si perse, o meglio sparirono alcuni documenti come la mozione di sfiducia e si trovò solo il frontespizio.
Una manina vellutata, il disordine di qualche ufficio, un semplice disguido? Tutto è possibile. Ma la delibera è stata ricostruita, sono riapparsi i documenti, è stata affissa dieci giorni, scaduti i quali per martedì è stato convocato il Consiglio che sarà presieduto dal vice presidente Valerio Baldassarre.

Sebastiano Calella 15/05/2009 9.27