L’arcivescovo Forte:«il Villaggio del Mediterraneo esempio per la ricostruzione»

Alessandro Biancardi

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L’arcivescovo Forte:«il Villaggio del Mediterraneo esempio per la ricostruzione»
CHIETI. «Il Villaggio Mediterraneo? E' l'immagine della città che accoglie, è un biglietto da visita importante per Chieti. Un piccolo difetto? Manca una struttura religiosa all'interno della Casa dello studente. Ma l'ingegner Di Cosmo mi ha assicurato che troverà lo spazio anche per la preghiera».
Monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, commenta così la sua visita alla struttura ormai pronta di Madonna delle Piane che ospiterà intanto gli atleti dei Giochi del Mediterraneo.
Attorno, gli operai dei vari cantieri hanno sospeso per un pò l'attività frenetica delle ultime rifiniture: sta per iniziare la Messa che il Vescovo è venuto a celebrare per le maestranze.
«Un plauso va all'imprenditoria locale che è riuscita in quest'impresa – continua monsignor Forte – è un esempio della sinergia tra uffici pubblici, università e imprese che lascia ben sperare anche per i problemi della ricostruzione post terremoto».
Non è stata quella del vescovo di Chieti la solita visita delle autorità “mordi e fuggi”, ma una presenza attenta e curiosa, iniziata con una visita alle strutture del Villaggio ben prima della Messa e molto prima che arrivassero le altre autorità, assessore regionale Federica Carpineta e sindaco Francesco Ricci in testa.
Alle autorità civili e militari presenti l'ingegner Di Cosmo ha rivolto un breve saluto ed un ringraziamento prima della funzione religiosa.
«Si tratta di un lavoro in cui pochi credevano – ha detto - ma che siamo riusciti a completare senza nemmeno un incidente per chi ci ha lavorato».
Prima aveva spiegato al Vescovo, mentre lo accompagnava in visita allo studentato, che dalla posa della prima pietra (aprile 2007) ben 400 operai divisi in vari cantieri, hanno lavorato un milione e 100 ore. Ora per gli atleti sono già pronti 450 appartamenti che le maestranze stanno arredando.
Pronte anche le 317 camere (tutte con bagno) della Casa dello studente e ormai disponibili i 5.200 mq degli spazi comuni per studio e tempo libero.
Sui colori della torre che ospiterà lo studentato si è soffermato monsignor Forte che ha ricordato analoghe esperienze francesi e che ha “consigliato” note di colore anche per altri edifici poiché «gli architetti disegnano la luce e quindi le varie tonalità darebbero nuova vita alle altre torri».
In lontananza si vedevano i lavori per la nuova bretella che collegherà la scorrimento veloce al Villaggio, su Via dei Vestini è a buon punto il sottopasso della piazza che collegherà il Campus alla nuova realtà abitativa.
«Si, come ha detto il rettore appena rieletto – ha sottolineato l'ing. Di Cosmo – si tratta di sinergizzare queste due realtà e c'è la concreta possibilità di concludere positivamente le trattative per la vendita della sala convegni e delle aule per la didattica. Anche la Casa dello studente potrebbe essere la risposta pronta alle nuove esigenze abitative degli studenti per le vicende post-terremoto».

s.c. 15/05/2009 8.51