Cominciata la lunga battaglia contro il nuovo porto (la storia si ripete)

Alessandro Biancardi

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Cominciata la lunga battaglia contro il nuovo porto (la storia si ripete)
PESCARA. Un altro tema, destinato a dividere la cittadinanza pescarese, è il piano regolatore portuale. “Riprendiamoci il mare” è il primo comitato di cittadini che si propone di portare a conoscenza tutta la città del «danno sul litorale». * TUTTO SULLO SCEMPIO DEL PORTO DI PESCARA

Il comitato, che raccoglie qualche decina di iscritti per il momento, oggi ha presentato le proprie perplessità sul piano regolatore portuale.
I punti che contestano sono sia di natura politico-amministrativo che di sostenibilità ambientale ed economica del nuovo piano che prevede tre darsene: una per i pescherecci a nord della Madonnina, una commerciale e l'altra rappresentata dal porto turistico.
Insomma sembra essere ritornati alla fine degli ani '90 dove i politicanti dell'epoca volevano realizzare a tutti i costi lo scempio di porto che oggi ci ritroviamo e che succhia (oltre il dragaggio perpetuo) 100 milioni per i nuovi lavori necessari.
I membri del comitato, di cui è promotore Carmelita Flocco, si dicono sconcertati dal fatto che la delibera di presa d'atto del piano regolatore portuale (tra l'altro non ancora reperibile sul sito del Comune –tu chiamala se vuoi trasparenza…) sia stata approvata nel penultimo consiglio comunale (straordinario) con il numero minimo dei voti.
«C'era la fretta- ha dichiarato il consigliere Mario Sorgentone (Pescara Città Ponte) di una parte del consiglio comunale che ha approvato il piano con 14 voti».
Il comitato, che comunque si professa apartitico, ha trovato il proprio portavoce politico in Mario Sorgentone, presidente della Commissione Ambiente che in una nota del 22 aprile già esprimeva la sua «netta opposizione» al nuovo progetto.
Il consigliere di maggioranza ha ribadito quello che sembra essere il rischio più grande di questo piano ovvero «l'insabbiamento di 900 metri di litorale (dalla Madonnina verso la Nave di Cascella) che verrebbe sottratto alla balneazione anche secondo lo studio di impatto ambientale redatto dai progettisti».
Il problema sul quale si fonda «l'intransigenza» di questo comitato è la scarsa conoscenza del piano da parte dei cittadini perché «si è fatto passare in silenzio».
Avrebbero preferito essere informati prima i membri del comitato, per lo più abitanti del litorale nord, che ora si pongono come primo obiettivo la sensibilizzazione e l'informazione di tutti i cittadini su quel progetto, il cui plastico è esposto a Piazza Salotto.
In secondo luogo provvederanno al reperimento dei documenti utili a «bloccare» il piano.

«AUMENTERANNO I DRAGAGGI E LA LORO SPESA»

Ma un primo tempestivo atto pratico del neonato comitato c'è già stato.
Sono state raccolte 200 firme «contro il nuovo progetto» e presentate il giorno della delibera. Ora giacciono nell'ufficio del gabinetto del sindaco.
Altra domanda di fondo che si pongono i membri del comitato è: «questo progetto è sostenibile a livello ambientale ed economico?».
Quest'ultimo aspetto, quello economico, preoccuperebbe non poco in quanto i dragaggi da effettuare all'indomani della realizzazione del piano portuale aumenterebbero perchè si aggiungono delle darsene.
A queste domande cercano delle risposte con incontri e riunioni.
«I cittadini», ha detto Sorgentone, «si sono mobilitati proprio come accadde contro un'altra opera la diga foranea che fu presentata come la salvezza ed invece ci ha fatto spendere 30 miliardi di lire».

C'è comunque una cosa di questo piano che piace al comitato: il prolungamento della foce del fiume che potrebbe risolvere i problemi della balneabilità di una parte del litorale dal momento in cui l'acqua del fiume sfocerebbe più a largo senza trovare la darsena né la barriera della diga.
Ma è l'unica.
Tutto il resto, dicono dal comitato, «creerà gravi danni all'ambiente».
«Una volta si raccoglievano cose vive dal nostro mare ora si raccolgono solo cose morte: solo melma», ha concluso un membro del comitato che per la sua età ricorda quando sotto i trabocchi di Pescara c'era ancora l'acqua alta.
«Non finisce qui» ha dichiarato Sorgentone lasciando la conferenza stampa «questo è solo il primo atto di una lunga battaglia».
E lui, che è maestro in lunghissime battaglie come quella della filovia, si è buttato a capofitto anche in questa.

m.r. 14/05/2009 16.14