Duemila persone allo stadio Adriatico: ma non c'era l'agibilità

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

4433

Duemila persone allo stadio Adriatico: ma non c'era l'agibilità
PESCARA. I più attenti magari si saranno posti la domanda: se lo stadio Adriatico è pronto ed inaugurato, perché il Pescara non ci può giocare?
Domanda da un milione di euro? No, pura logica e malvezzo in salsa elettorale. La risposta è semplice: non c'è l'agibilità. In altre parole lo stadio non avendo tale necessaria certificazione indispensabile per le strutture che devono accogliere una moltitudine di persone (e si capisce perché) non può accogliere tifosi (sportivi).
I tifosi –quelli dei partiti politici- invece sì. Infatti domenica scorsa alla inaugurazione in pompa magna c'erano oltre duemila persone. Ma l'agibilità e le carte non c'erano lo stesso.
La cittadinanza è stata invitata all'evento con lettere personali (magari consegnate a mano da dipendenti comunali), come da prassi consolidata del Comune, e con grandi manifesti affissi in tutta la città.
Alle 10 si sono aperti i cancelli: tutto pronto. E invece no.
L'agibilità non c'era perché le prove tecniche di collaudo sono tuttora in corso.
I risultati delle prove di carico dinamiche e statiche, seppur «soddisfacenti», stanno arrivando solo in questi giorni sulle scrivanie del tecnico.
A documentare tutto questo, in qualità di “collaudatore in corso d'opera” del nuovo stadio, è Carlo Pace, ex sindaco di Pescara.
L'ingegnere, incaricato come consulente esterno di fare il collaudo e dare l'agibilità, il 5 maggio scorso scriveva una comunicazione al dirigente del Comune, l'architetto Tommaso Vespasiano.
Ad oggetto: “inaugurazione Stadio Adriatico”.
Il breve testo è chiaro: «facendo seguito alla Sua del 6 aprile 2009 ed ai colloqui telefonici, Le confermo che sono in corso le prove tecniche di collaudo delle strutture degli impianti tecnici. Pertanto non è possibile ancora predisporre il certificato di collaudo e quindi di agibilità dell'impianto».
Al fax di Carlo Pace, inviato per conoscenza anche al responsabile unico del progetto, Angelo Giuliante, e al direttore operativo degli impianti, non ha fatto seguito nessuna comunicazione da parte del Comune che ha di fatto ignorato questa indicazione inaugurando ugualmente.
«C'è la smania di tagliare i nastri- ha affermato incredulo Carlo Pace- ma lì è ancora un cantiere aperto dove ci sono ancora i macchinari e dove non c'era la totale sicurezza per l'inaugurazione».
Infatti se si prova ad andare adesso allo stadio (quindi dopo l'inaugurazione), si viene fermati ed “identificati” alla porta dal coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione, l'architetto Mimmo Lucci.
Si viene gentilmente accompagnati a fare un giro dell'impianto perché «come si vede qui è un cantiere».
E' una prassi che tocca a tutti, anche ad un gruppetto di organizzatori della cerimonia dei Giochi del Mediterraneo giunti allo stadio per un sopralluogo.
Non è permesso l'ingresso ai cittadini che invece sono entrati in massa domenica scorsa. Di fatto si è inaugurata un'opera alla quale si continua a lavorare alacremente: ci sono operai, ruspe, carrelli, piccole gru e recinzioni di sicurezza.
Ma la macchina delle inaugurazioni che non è si fermata davanti ad una mancata agibilità, non si fermerà nemmeno nei prossimi giorni.
Infatti dopo quella dello stadio, sarà la volta del circolo Aternino (16 maggio) e poi il Ponte del Mare (23 maggio, si favoleggia).
Proprio su quest'ultimo Carlo Pace ha detto di nutrire forti dubbi sui tempi del collaudo. L'inaugurazione è prevista tra 10 giorni, mentre i lavori saranno terminati probabilmente tra 5 giorni.
In questo intervallo si dovrebbe provvedere anche al collaudo, ma prima ci sono da fare le prove tecniche e poi bisognerebbe aspettare i risultati.
In più ha dichiarato Pace: «lì dovrà essere fatto, da chi ha l'incarico, un collaudo molto più complesso perché ci sono elementi elastici, ci sono delle prove “del vento” da fare, poi quelle dei carichi dinamici e statici. E' molto più lungo e complicato del collaudo dello stadio che stiamo facendo già da mesi».

Manuela Rosa 14/05/2009 15.21