Dipendenti Crab: «da 17 anni chiediamo la stabilizzazione»

Alessandro Biancardi

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AVEZZANO. Precari da 17 anni, in un ente che «non ha più soldi né per gli stipendi né per le attività di ricerca in corso».

Sono i 25 dipendenti del Crab di Avezzano, Centro di ricerche applicate alla biotecnologia, che oggi denunciano il fatto che la Regione Abruzzo si sia ricordata della struttura solo per ospitare 200 studenti della facoltà di Biologia, rimasti senza sede universitaria dopo il terremoto.
Adesso i dipendenti vogliono un incontro con il presidente Chiodi e vogliono ridiscutere del loro futuro. Hanno anche preannunciato che in caso di rifiuto terranno una manifestazione di protesta davanti agli uffici della Regione.
Al tempo dell'amministrazione Pace ci hanno illuso con una proposta di legge regionale per regolamentare la ricerca in Abruzzo, legge mai partorita - raccontano -. L'amministrazione Del Turco ci ha illuso con la proposta di una fondazione, ma la legge è stata dimenticata con la caduta della Giunta. Oggi, con Chiodi presidente, si torna a parlare di un'eventuale legge regionale che ha già eliminato 2 milioni di euro destinati alla gestione della fondazione e ha in parte impegnato 3 milioni destinati alla ricerca per urgenze non ben definite».
Solo oggi, dicono, «la Regione si è ricordata di possedere una struttura in grado di ospitare oltre 200 studenti, facendo bella figura. I dipendenti del Crab, pur esprimendo tutta la loro solidarietà, si rammaricano che la loro situazione, precaria da anni, non sia stata tenuta in considerazione».
La delusione più grande, concludono, «é il totale disinteresse da parte dei soci del Crab: Provincia dell'Aquila, Comune di Avezzano, Comunità Montana Marsica Uno, Arssa (Agenzia regionale servizi sviluppo agricolo) e Università dell'Aquila».

14/05/2009 9.16