Dopo la protesta contro l’aumento Tarsu scatta la denuncia di D’Angelo

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Quando il vice sindaco Camillo D’Angelo si arrabbia scatta quasi in automatico anche la denuncia, ormai è chiaro.


Questa volta è il turno dell'associazione Terra Nostra che nei giorni scorsi per protestare contro l'aumento del 30% delle tariffe della Tarsu aveva portato sulle scale del Comune 25 sacchetti della spazzatura.
L'iniziativa, come spiegavano qualche giorno fa dall'associazione, era chiaramente una provocazione e c'era anche chi si augurava che la delibera con gli aumenti sarebbe stata ritirata. Troppo ottimisti? Sicuramente sì, anche perché il vice sindaco ha fatto sapere di non essere disposto a dialogare «con chi non ha rispetto delle istituzioni» e ha annunciato che al più presto i responsabili saranno denunciati.
L'associazione scrolla le spalle e non ha alcuna intenzione di fermare la protesta per l'aumento del canone.
«La nostra azione», spiegano, «ha sensibilizzato tutti i cittadini che, ora, stanno fotografando lo squallore». Venerdì scorso a Portanuova gli aderenti ad una associazione di commercianti ha ammassato i rifiuti in piazza, sempre in segno di protesta.
E in queste ore sono tanti gli attestati di solidarietà a Terra Nostra. Per Stefano Murgo, candidato sindaco con la lista Pescara a 5 stelle Beppegrillo.it, «D'Angelo, troppo preso a elogiare i meriti della sua amministrazione si dimentica che in 6 anni la raccolta differenziata è aumentata di pochi punti percentuali, ma in tempi di crisi come questi il Comune non trova di meglio da fare che aumentare le tariffe del 30%» Se il vicesindaco dovesse intraprendere un'azione giudiziaria nei confronti di Terra Nostra «non solo daremo tutto il nostro supporto all'associazione», assicura Murgo, «ma rifaremo anche noi le stesse azioni di protesta: vogliamo vedere se il vicesindaco avrà intenzione di continuare a intimidire, attraverso la denuncia, chiunque si permette di protestare contro un aumento vergognoso delle tariffe dei rifiuti».
Per il candidato sindaco Maurizio Acerbo (Rifondazione) «si può ritenere sconveniente la modalità della protesta, ma minacciare di denunciarne gli autori all'autorità giudiziaria è davvero segno dei tempi, specialmente se a farlo è un amministratore pubblico di centrosinistra».

11/05/2009 12.09