Acerbo: «Marini salvatore di un precariato di cui è responsabile»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1335

PESCARA. Maurizio Acerbo all’attacco contro Franco Marini. L’ex presidente del Senato sabato scorso è stato a Pescara per supportare la candidatura di Marco Alessandrini, candidato sindaco del centrosinistra per il suo partito, il PD.


Nel corso dell'evento i due hanno indicato il lavoro e la precarietà «come problema principale della nostra società».
E quando l'ex deputato di Rifondazione ha letto sul giornale quelle dichiarazione stentava a credere ai suoi occhi.
«Vorrei ricordare all'ex-presidente del Senato», attacca Acerbo, oggi consigliere regionale e candidato sindaco al Comune di Pescara, «che poteva ricordarsene prima essendo da anni uno dei principali leader del centrosinistra. Il dilagare della precarietà è il prodotto non solo della legge 30 berlusconiana, ma anche di provvedimenti precedenti voluti dal centrosinistra».
Durante il governo Prodi, ricorda ancora Acerbo, «noi di Rifondazione abbiamo inutilmente chiesto di limitare fortemente e regolamentare il ricorso al lavoro precario scontrandoci con l'atteggiamento filo-confindustriale di Margherita e DS, nonchè il cerchiobottismo di Sinistra Democratica.
Se oggi milioni di persone vengono espulse dal mondo del lavoro senza avere diritto agli ammortizzatori sociali lo si deve anche alle scelte di Franco Marini»
Alessandrini, ammette il consigliere Rc, «probabilmente non si è mai occupato di queste cose, ma Franco Marini è stato uno dei protagonisti di una stagione di "riforme" contro il mondo del lavoro e i giovani, mentre i suoi uomini nei nostri territori costruivano sulla precarietà serbatoi di consenso clientelare a spese del contribuente».
E le critiche di Acerbo vanno avanti anche perché Marini non ha fatto accenno alle vicende giudiziarie che hanno travolto il Pd nell'ultimo anno.
All'epoca dell'arresto del sindaco di Montesilvano, Enzo Cantagallo, Marini era presidente del Senato. Dopo pochi giorni arrivò in Abruzzo per l'inaugurazione di un rifugio di montagna. In quell'occasione si disse certo che in breve tempo l'ex sindaco sarebbe riuscito a dimostrare la sua estraneità ai fatti. Nei giorni scorsi, per le altre vicende che coinvolgono D'Alfonso, ha detto di aspettare il responso della magistratura.
«Marini», incalza Acerbo, «non ha pronunciato una sola parola di autocritica per le vicende giudiziarie che hanno riguardato i suoi protetti, D'Ambrosio, Cantagallo, Del Turco e D'Alfonso. Ormai quando Marini parla bene di un candidato i cittadini cominciano a fare gli scongiuri».
«Sono certo che», ha risposto Enzo Del Vecchio, «l'elenco di Maurizio Acerbo, campione di garantismo, continuerà ad assottigliarsi con il tempo ed il proseguo dell'attività della magistratura, il cui lavoro è spesso utilizzato a sproposito, secondo le convenienze, al solo scopo di raggranellare qualche voto in più ma senza di fatto produrre alcunché di interesse per la collettività».
11/05/2009 11.29