Tensioni al Comune di Francavilla: urla, carabinieri e un fabbro

Alessandro Biancardi

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 Tensioni al Comune di Francavilla: urla, carabinieri e un fabbro
FRANCAVILLA AL MARE. «E io chiamo i Carabinieri di Ortona». «Noi invece chiamiamo quelli di Francavilla». (Nella foto: Antonio Infantino, direttore generale)
Non è la scena di un film, lo scontro tra Fabrizi e Totò in Guardia e ladri («io sparo in aria per intimidazione», «ed io non m'intimido»), ma il dialogo surreale che spiega il livello del braccio di ferro in atto al Comune di Francavilla al mare.
E giovedì sera c'è stato l'atto finale di questa guerra intestina tra i dipendenti irritati per il nuovo piano di riorganizzazione interna che ha spostato alcuni in altri uffici ed il nuovo direttore generale che di questo piano è autore.
Con reciproche accuse di boicottaggio o di prevaricazione. E con un ufficio di cui non si trovava la chiave, tanto che è stato chiamato un falegname per forzarne la serratura.
Un'altra puntata insomma tra l'amministrazione in carica, che cerca di cambiare metodi amministrativi del passato, e il gruppo che resiste a difendere vecchi metodi e prerogative acquisite nel tempo, anche a costo di chiedere l'intervento dei Carabinieri (la dice lunga sui veleni che scorrono a fiumi nei corridoi del Comune).
E tra querele annunciate o già inoltrate da parte di alcuni funzionari del Comune contro il nuovo direttore generale, tra la discesa in campo dell'avvocato Manuel De Monte a difesa di questi dipendenti vessati (anche Giuseppe Pellegrino parla di un clima persecutorio dell'amministrazione Di Quinzio sui dipendenti comunali), alla fine è stato convocato un Vigile urbano del piano di sotto per assistere allo scasso di una porta di cui non si trovava, o non si faceva trovare, la chiave.
Del che è stato redatto verbale, con tanto di nome del falegname e dei testimoni, i consiglieri comunali Valerio Baldassarre ed Enrico Bruno, allertati da qualcuno che li aveva sollecitati ad accorrere per lo scontro in atto tra Antonio Infantino (da meno di un mese nuovo direttore generale del Comune) ed alcuni dipendenti.

INFANTINO: «SCONTRO ENFATIZZATO»

Uno scontro che qualcuno ha enfatizzato, secondo lo stesso Infantino, con voci incontrollate che si sono rincorse fino a quando, di fronte al locale Comandante della Stazione Carabinieri, il direttore generale ha chiesto direttamente a Carlo De Felice, presidente del Consiglio comunale: «è vero che vuoi denunciarmi perché non so come ti avrei trattato?»
«No. Nessuna querela – avrebbe risposto De Felice – anch'io so di queste voci, io però non ho nulla da rimproverarti».
Ma giovedì pomeriggio gli animi si erano riscaldati perché non si trovavano le chiavi dell'Ufficio delibere, dove attualmente sono dislocati anche i messi comunali e dove c'erano timbri e documenti indispensabili al dottor Infantino per la convocazione della Giunta.
«Alla fine, consigliato anche dai Carabinieri di Francavilla, alla presenza di un Vigile abbiamo forzato la serratura e siamo entrati – spiega Infantino – quello è un ufficio delicato, dove ci sono atti da notificare e non è possibile restare senza chiave perché chi ci lavora è stato trasferito».
Ma pensa ad un ammutinamento del personale? «Se è un ostruzionismo dopo la decisione di spostare alcuni dipendenti, mi sembra del tutto immotivato – spiega Infantino – ognuno di noi può essere spostato, nessuno è eterno su un posto se c'è un nuovo modello organizzativo. Dal primo maggio è scattata la riorganizzazione degli uffici, peraltro concordata con i sindacati. Inoltre il personale trasferito non è stato né demansionato né danneggiato economicamente».
Dunque un attaccamento sospetto alla poltrona, difficoltà a lasciare un potere consolidato negli anni o solo nostalgia delle vecchie mansioni?
«Non so, faccia lei. Io, su incarico dell'amministrazione, sto solo cercando di mettere ordine nel caos che regnava e regna ancora negli uffici comunali – continua Infantino – ad esempio ho dovuto imporre che solo i dirigenti incaricati possano firmare i documenti importanti. Prima partivano note dal Comune, ignorate dai dirigenti, c'erano funzionari o dipendenti che proponevano delibere all'insaputa dei dirigenti stessi che poi dovevano firmare, c'erano foglietti volanti con ordini, nessun contatto o informazione per i vertici. Io ho chiesto il rispetto di norme precise e di comportamenti condivisi. Le sembra strano?»
E' amareggiato di questa accoglienza? «Io sono un servitore dello Stato e mi interessa far bene il mio lavoro a vantaggio della collettività – conclude Infantino – questa situazione di tensione di fronte ad un cambiamento è comprensibile. Dirò di più: da parte mia c'è ampia disponibilità a discutere con i sindacati, a modificare qualcosa, a valutare gli effetti di questo piano di riorganizzazione. L'unica cosa che non sono disposto a fare è cedere alle intimidazioni, vere o striscianti che siano. Chi lavora nel pubblico sa che l'obiettivo finale è il servizio ai cittadini non al potere di questo o di quello».

DI QUINZIO: «CI SONO STATI MOMENTI DI TENSIONE»

«Il personale del Comune è una risorsa preziosa», dice Di Quinzio, «perché la macchina amministrativa si muove solo se gli impiegati lavorano. E la scelta di un direttore generale va nella direzione di assicurare a Francavilla al mare un coordinamento complessivo ed una gestione amministrativa meno caotica che nel passato. Purtroppo fin dal mio insediamento ho notato una certa resistenza ai tentativi di cambiare, di migliorare certi meccanismi o di cancellare favoritismi. Ma un dipendente non può essere tifoso di questo o di quel sindaco: prende lo stipendio per lavorare e non per parteggiare. Non nascondo che ci sono stati momenti di tensione e di incomprensione tutte le volte che l'amministrazione ha deciso di riorganizzare la macchina comunale, di rivisitare il Bilancio, di rivedere tutti i contratti e tutti i rapporti con il personale, di riconsiderare il mansionario, di tagliare le indennità che la precedente amministrazione ha concesso con delibere di Giunta e non secondo i contratti. La mia impressione? C'è resistenza al cambiamento. Ma io sono disposto anche ad andarmene a casa se non riesco a mettere ordine in questa baracca. E' un punto d'onore, è il mio programma elettorale: ai cittadini voglio assicurare una gestione trasparente, risanata e senza sacche di privilegi». 

LA RSU COMUNALE

Cinzia Rossi, portavoce della Rsu del Comune, conferma che i sindacati sono stati chiamati «per essere informati, ma non siamo stati coinvolti nella riorganizzazione». «Sì, dopo anni di trascuratezza di questi problemi, dove un po' tutti si erano rilasciati, abbiamo accettato che ci fosse una riorganizzazione – spiega – ma dopo la delibera  per la macrostruttura comunale sarebbe stata necessaria una concertazione, ci voleva la nuova pianta organica con i profili professionali. Il tutto nel rispetto dei tempi previsti sia per la concertazione che per l'informazione preventiva di chi è stato spostato. Noi non vogliamo alimentare nessun clima di scontro e ci fa piacere la disponibilità del nuovo direttore. Solo dal confronto si può uscire bene da questo momento di crisi dei rapporti interni. Perciò chiediamo al sindaco la revoca dei provvedimenti non concordati con il sindacato, perché si potrebbe prefigurare un comportamento antisindacale. Dopo un primo momento di incomprensione con il sindaco, ci sembrava che fosse stato inaugurato un clima di ragionevolezza. Il mio augurio? E' che si torni a ragionare senza contrapposizioni rigide ed ascoltando la voce dei dipendenti». 
Poi a freddo via email precisa che «ben venga una riorganizzazione, visto che in alcuni casi è una opportunità di crescita personale e professionale, una possibilità per altri di recuperare la motivazione al lavoro; un energico intervento per sanare posizioni lavorative e profili professionali più adeguati al rinnovamento della Pubblica Amministrazione»
Sebastiano Calella 08/05/2009