Nato il primo agnellino in provetta da esemplare giovanissimo

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Evento importante all'Università di Teramo. Il primo maggio è nato un agnellino dopo una fertilizzazione in provetta.
Il caso curioso è che la madre genetica di Martina, così è stato chiamato l'esemplare, aveva soltanto un mese quando le sono state prelevate le cellule uovo ancora immature prima di essere state trasferite in incubatrice e poi impiantate nella madre adottiva per lo sviluppo finale.
Martina non è l'unico esemplare di Agnellino proveniente da fertilizzazione in provetta. Andrà a fare compagnia a Mia e Cleo, entrambe nate da cellule uovo provenienti da esemplari di circa otto anni di età.
A farle nascere è stata una equipe di giovani ricercatori dei Corsi di laurea in Biotecnologie dell'Università degli Studi di Teramo, guidata e coordinata da Grazyna Ptak in collaborazione con l'Istituto Zooprofilattico per l'Abruzzo e il Molise.
«Si tratta di verificare» - ha spiegato la ricercatrice - «se l'età della madre genetica può influenzare il benessere del nascituro. I nostri agnellini appena nati stanno benissimo ma lo scopo della nostra ricerca è quello di monitorarle nel lungo periodo, anche in termini trans-generazionali cosa mai verificata fino ad oggi».
«La crescita del numero di pazienti umani che vogliono sottoporsi alla riproduzione assistita» - conclude la dottoressa Ptak - «esige la promozione di questo tipo di ricerca».
Fra i ricercatori che hanno partecipato all'esperimento ci sono, tra gli altri, Pasqualino Loi padre del primo muflone clonato al mondo, Pier Augusto Scapolo, Marta Czernik, Adele Pizzuto, Federica Zacchini, Fiorella Di Egidio assieme ad un gruppo di studenti di laurea in Biotecnologie dell'Università teramana.
08/05/2009 11.44