"L'ecomostro di Corcumello": incompiuto e costruito senza criteri antisismici

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ad un mese dal sisma che ha colpito l'aquilano è ancora acceso il dibattito circa la sicurezza degli edifici sia pubblici sia privati e la loro modalità di costruzione.

L'AQUILA. Ad un mese dal sisma che ha colpito l'aquilano è ancora acceso il dibattito circa la sicurezza degli edifici sia pubblici sia privati e la loro modalità di costruzione. Il blog “Un Marziano a Roma” (http://unmarzianoaroma.net/) cita l'esempio di quello che viene chiamato «ecomostro del Comune di Corcumello», borgo medievale della Marsica, frazione del Comune di Capistrello.
Una costruzione realizzata nell'ambito quadriennale di Edilizia Residenziale Pubblica, che unisce il danno ambientale della struttura architettonica alla mancanza di criteri antisismici della stessa. Quest'ultimi confermati dalla modalità di costruzione, secondo quanto riportato nel blog, con base in muratura costituita da mattoni forati sulla quale appoggia un cordolo di cemento con il tetto senza strutture portanti.
E questo accade in per un edificio presente in zona 1, altamente sismica, secondo la Classificazione del Dipartimento di Protezione Civile.
Il programma quadriennale 1992/1995 era volto al soddisfacimento in termini qualitativi, con l'introduzione di nuove modalità di intervento, del fabbisogno abitativo con programmi di recupero urbano e integrati per la riqualificazione delle aree degradate.
Più specificatamente volta a soddisfare i bisogni di particolari categorie come anziani, giovani coppie, emigrati, studenti ed extracomunitari regolari.
L'obiettivo era quello di privilegiare la riqualificazione urbana attraverso il recupero del patrimonio edilizio esistente sia di proprietà sia da acquisire. Per questa finalità era stata data priorità a quelle costruzioni nelle quali poteva essere soddisfatto direttamente e con minori difficoltà il fabbisogno abitativo dei soggetti interessati.
Nel piano era prevista, considerata la presenza del comune in zona sismica 1, la rimozione di tutte la baracche erette precedentemente con criteri antisismici nella Marsica.
In sostituzione di queste era prevista, naturalmente, la costruzione di alloggi con criteri antisismici.
I finanziamenti attribuiti ai lotti minimi d'intervento per la realizzazione di nuove locazioni erano pari a 800 milioni di vecchie lire.
Queste almeno sono le cifre deliberate dalla Giunta Comunale e presenti sul Bura N.13 del 1996.
Nella realtà dei fatti l'opera, lasciando da parte dubbi sulle modalità di costruzione e sul suo impatto territoriale, risulta in essere dal 1999 incompiuta e fatiscente, rappresentando così l'ennesimo esempio di sperpero di risorse pubbliche.
Oltre a ciò balza all'occhio l'incongruenza tra la struttura e il territorio verde circostante, un'area nella parte bassa del borgo medievale ai piedi delle montagne della Marsica.

a.s. 08/05/2009 10.15