Il ponte del mare. «Si abbassa la draga»: ecco la soluzione

Alessandro Biancardi

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Il ponte del mare. «Si abbassa la draga»: ecco la soluzione
PESCARA. «Il Ponte verrà leggermente alzato e la draga leggermente abbassata». Anzi no. «La draga ci passa per 20 centimetri». Intanto la ditta De Cesaris questa mattina era nell’ufficio di Luciano Di Biase, direttore dell’area tecnica dei lavori pubblici per discutere e pianificare il da farsi.
La costruzione di un Ponte, le misure ed i dati non sono cose opinabili.
Non possono essere lasciate alle dichiarazioni dei politici.
Ecco allora che arrivano in soccorso i tecnici della Direzione marittima e del Comune ma anche qui tutto si poggia sulle dichiarazioni dal momento che i progetti, le misure e i dati utili ad evitare le polemiche se li tengono ben stretti sotto chiave.
Ieri la polemica lanciata da Albore Mascia sul ponte troppo basso e di seguito la replica del Comune che negava.
Quando non c'è trasparenza, la polemica impazza e la verità è un miraggio.
In Comune da mesi sono sulla difensiva ma le carte per fare chiarezza una volta per tutte non escono da quegli uffici dell'area tecnica. Eppure basterebbe così poco.
In compenso si aggiungono altri elementi.
La domanda senza risposta dalla quale partire è: la draga ci passa o no sotto il ponte?
Risponde il comandante Salvatore Minervino (Direzione marittima) che ieri aveva preso parte alla riunione congiunta per fare il punto.
«Verrà leggermente alzato il ponte», dice, «e leggermente abbassata la draga», ha dichiarato il comandante dopo qualche minuto di preambolo.
Di quanto? C'è un documento che testimonia ciò?
Chi meglio del direttore dell'area tecnica dei lavori pubblici, Luciano Di Biase?
Lungo il tragitto c'è il vicesindaco Camillo D'Angelo:«io non sono andato alla riunione ieri pomeriggio, per me è tutto a posto: l'accordo è stato raggiunto, è questo l'importante per me, l'accordo è stato raggiunto».
La porta di Di Biase è chiusa. Si fa anticamera: «dentro c'è Massimo De Cesaris a parlare proprio del Ponte del Mare».
Dopo alcuni minuti dall'ufficio esce De Cesaris e Di Biase è già pronto con tanto di articolo stampato di PrimaDaNoi.it. Si tratta proprio dell'articolo di ieri.
Ma noi vogliamo i numeri. Si ingaggia la battaglia dialettica, i numeri non saltano fuori così come le carte.
Di Biase smentisce che ci sarà un leggero innalzamento del Ponte, ma poi si contraddice ricordando ad alta voce: «in verità abbiamo provato a chiederlo alla ditta costruttrice».
Questo spiegherebbe la lunga presenza di Massimo De Cesaris negli uffici di Di Biase e proverebbe che un problema esisteva.
«Sì, il problema esisteva ma non è colpa del Comune- fa notare Di Biase- l'ente (il Ministero per le infrastrutture) che ha appaltato il dragaggio ha approvato il nostro progetto quindi sapeva dell'altezza del ponte. Ma non voglio alzare un polverone anche su questo».
Di Biase sembra tenerci a non inasprire i toni della polemica che potrebbe essere addirittura azzerata se le misure venissero rese pubbliche.
La sentenza finale ed inappellabile è: «la draga ci passa».
L'unica cosa che l'ingegnere spiega, in termini semplici, è come faranno a far passare la draga. Mostra un disegno (che non ci consegna) con le misure.
Poi fa uno schizzo su di un foglio e dice: «quello che lei vede adesso – chiarisce Di Biase- è la parte interna della costruzione del ponte ovvero l'anima, poi ci andrà messa una specie di “carrozzeria” esterna. Se noi non mettiamo adesso quella carrozzeria recuperiamo i 20 cm che servono per far passare la draga».
E dopo che sarà messa la "carrozzeria" che si fa?
Se i numeri e le operazioni sono così semplici perché non si può pubblicare il disegno?
Perché i cittadini non possono farsi un'opinione su un'opera direttamente da chi la gestisce?
A queste domande Di Biase risponde: «continuate ad attaccarmi, a mettere le notizie in modo che il Comune abbia sempre torto».
Invece tutto era stato previsto, progettato a regola d'arte, preventivato e persino con tutti i sacri crismi. Solo che dobbiamo fidarci sulla parola.
Ed è solo un dettaglio già dimenticato che in quell'ufficio a colloquio c'erano due tra gli indagati di quella inchiesta che ha decapitato l'amministrazione uscente.

Manuela Rosa 07/05/2009 18.18