L’elezione del nuovo rettore: Gallenga presenta il programma, Cuccurullo no

Alessandro Biancardi

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 L’elezione del nuovo rettore: Gallenga presenta il programma, Cuccurullo no
CHIETI-PESCARA. «Noi non siamo contro nessuno. Siamo per l'Università». Così ha detto il professor Pier Enrico Gallenga presentando all'Università la sua candidatura a Rettore della d'Annunzio.
E si riferiva naturalmente alla squadra dei suoi sostenitori del Comitato nato proprio per appoggiare una candidatura di cambiamento per l'Ateneo: c'erano in conferenza stampa i professori Piergiorgio Landini, Uberto Crescenti, Tommaso Scalesse, Ezio Sciarra e Carlos Cacciavillani.
Troppi anni di gestione monocratica del Rettore uscente (Cuccurullo non è stato mai nominato) «hanno inaridito il dibattito culturale all'interno dell'Accademia che oggi appare rassegnata: serve un atto di discontinuità e di rinnovamento nella gestione della d'Annunzio, ormai appannata e frenata nel suo sviluppo – ha spiegato Gallenga – e il programma che presento non è un libro dei sogni, ma un vero e proprio contratto con la comunità del nostro Ateneo basato su impegni precisi e concreti per far ripartire lo sviluppo della nostra università».
Dunque nessuna dichiarazione elettorale alla “vota Antonio, vota Antonio”, ma una domanda su tutte, che racchiude lo stile e l'immagine di Gallenga: com'è possibile che un Ateneo che ha avuto docenti del calibro di Paratore, Spirito, Rizzoli, Dell'Acqua e Manzoli e rettori come Crescenti, che insieme a quella squadra, con lucida follia, riuscì a creare questa realtà lì dove ancora pascolavano le greggi, oggi non abbia più nessun progetto di sviluppo.
«E che si spaventi di convocare il corpo elettorale e che rifiuti il confronto e che non produca idee, ma si barrichi dietro la gestione del potere, sempre più assoluto. Non è l'Accademia che sogno e per la quale ho lavorato a Chieti per 36 anni», ha sottolineato il candidato rettore, introducendo e spiegando punto per punto il suo programma: dal ruolo dei docenti e del personale, al contributo di studenti e ricercatori, allo Statuto e alla Fondazione.
Centrale in questo progetto è la rivalutazione della ricerca, con una banca dati a disposizione dell'industria per utilizzare «le sacche dormienti del sapere accademico». «Ma per arrivare a questi risultati serve una conduzione più collegiale dell'Ateneo, serve un clima più disteso e più creativo, serve un dibattito che ora è strozzato o del tutto assente».
Solo perché stimolato da una domanda sul programma del Rettore uscente, Gallenga ha sottolineato come nel documento dei Presidi a sostegno della riconferma di Cuccurullo non ci sia nessun progetto, nessuna proposta, nessun futuro:«hanno chiesto ai sostenitori di firmare una cambiale in bianco. Non è questa l'Accademia in cui mi riconosco. Al contrario mi piacerebbe valorizzare tutte le risorse umane, strumentali e finanziarie per ridare un ruolo alla d'Annunzio sia nel quadro regionale che in quello nazionale ed internazionale».

CUCCURULLO:«NESSUN PROGRAMMA, MAGARI DOPO…»

«No. Nessun programma. Non presento nessun programma: chi vuole mi vota, poi dirò dopo, se eletto, cosa intendo fare».
Franco Cuccurullo, rettore uscente e ricandidato per la quinta volta alla guida della d'Annunzio, è cortese, ma fermo mentre spiega il perché di questa scelta.
«Le dirò di più: non mi citi nemmeno – continua – io ho scelto di non fare campagna elettorale e di non chiedere voti a destra o manca. So che alcuni hanno presentato documenti di sostegno alla mia rielezione, ma sono iniziative diverse da un progetto elettorale. Lo ripeto: non ho nessun programma da pubblicare. Il prof. Gallenga lo ha presentato? Benissimo. Le posso dire che me lo ha pure inviato, anche se ancora non l'ho letto. Buon lavoro».
Massima cortesia e disponibilità dunque da parte del rettore uscente, ma muro totale sulle proposte per questa nuova possibile riconferma.
Voglia di tenere un profilo basso, dopo le polemiche pre-terremoto nate per la richiesta ai docenti di alcune facoltà di firmare un documento per la sua ricandidatura?
Oppure scelta di strategia elettorale che impedisce di essere contestati sul programma e rinvia a dopo le iniziative programmatiche?
Chissà. Certo è che in questo periodo si sono comunque succedute prese di posizione a favore del prof. Cuccurullo da parte di docenti e gruppi sindacali, così come alla d'Annunzio si succedono in questi giorni incontri e convegni di grosso spessore culturale e politico, proprio a conferma del successo della gestione uscente.
Secondo alcuni non sarebbe una bella cosa che i non addetti ai lavori siano tenuti ai margini del dibattito di quella che è la più grossa azienda locale.
E qualche mugugno anche tra gli elettori, tanto che si parla di un aumento delle schede bianche, pur se lo zoccolo duro dei votanti sembra a favore del rettore uscente che può contare sul fatto che il 45% dell'elettorato appartiene alla facoltà di Medicina (circa 250 docenti).
Seguono Architettura, con 90 elettori, Economia con 80 elettori, Lingue con 60, Scienze sociali con 35, Lettere con 40, Geologia con 30 e Farmacia con 20. Vota anche il personale, il cui voto vale il 33% (cioè servono 3 voti per avere il valore di 1) e votano gli studenti eletti nel Senato accademico e nel CdA.

Sebastiano Calella 06/05/2009 16.56