La Pompea chiude: in mobilità i 25 dipendenti rimasti

Alessandro Biancardi

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ATRI. Mobilità per i 25 dipendenti della ex Torcitura di Atri (gruppo Pompea) dopo la fine del periodo di cassa integrazione straordinaria seguita all’annuncio, due anni fa, di dismissione del sito produttivo.


Le posizioni tra azienda e sindacati sono rimaste fortemente contrapposte in questa ultima fase, tanto che nella riunione di questa mattina è stato firmato un verbale di mancato accordo.
I sindacati, come si legge nel verbale, hanno registrato «forte disappunto per l'assenza della proprietà (che ha inviato un proprio delegato, ndr), in un momento così delicato che sancisce la definitiva uscita di scena dell'azienda dal panorama produttivo provinciale nella totale assenza di prospettive occupazionali per 25 lavoratori».
Nel corso della riunione i rappresentanti dell'ex Pompea hanno rimarcato che, «pur trovandosi in una fase di grave difficoltà, avendo da tempo cessato tutte le attività aziendali nel sito produttivo di Atri, per grave crisi del settore», l'azienda ha avanzato a titolo di transazione la proposta di una attribuzione patrimoniale pari a tremila euro lordi più quanto dovuto per legge.
Sindacati e Rsu hanno tuttavia giudicato del tutto inadeguata la proposta formulata sia perché l'azienda avrebbe «totalmente disatteso le aspettative che si erano ingenerate sul territorio», anche in ordine alle prospettive di ricollocazione del personale, sia perché «la proposta di carattere economico è ritenuta discriminante e fortemente lesiva della dignità dei lavoratori che nel corso degli anni avevano profuso le loro migliori energie e riposto aspettative occupazionali durature».
Sul punto i rappresentanti dell'azienda, pur comprendendo le difficoltà per i lavoratori e le preoccupazioni avanzate dai sindacati, hanno ribadito la piena correttezza del proprio operato.
In rappresentanza della Torcitura è intervenuto il consulente del lavoro Luigi Cristofari, assistito da Salvatore Spadaro, funzionario di Confindustria Teramo.
La Rsu era invece assistita da Giovanni Timoteo e Nicola Legge, rispettivamente segretario provinciale di FILTEA – CGIL e funzionario della FEMCA – CISL di Teramo.
La Provincia segue la vicenda della Pompea dal 2004, da quando si evitò la delocalizzazione del sito produttivo con un contratto di solidarietà che interessò circa 60 dipendenti.
Nel maggio 2007, invece, fu sottoscritto presso il Ministero del Lavoro l'accordo per la cassa integrazione straordinaria per cessazione attività. Per effetto dell'accordo finora 30 unità - sul totale dei 67 dipendenti interessati dalla Cigs – sono state riassorbite dalla Alsafil Spa, l'azienda della provincia di Mantova subentrata al Gruppo Pompea.

05/05/2009 17.16