La Santa Croce chiude, denuncia e si scaglia contro Angelo Di Paolo

Alessandro Biancardi

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CANISTRO. «Si, in effetti il mio nome non c'è. Ma a Canistro parlare di un influente uomo politico locale non può che rimandare a me, visto che qui non ce ne sono altri».
Angelo Di Paolo, assessore regionale ai Lavori pubblici, ribatte seccato alle accuse che la proprietà dell'Acqua Santa Croce gli ha rivolto direttamente licenziando i dipendenti dell'impianto di imbottigliamento.
«Tra l'altro non potrebbe essere nemmeno l'attuale sindaco, in quanto io vengo accusato di brigare contro di lui per realizzare un piano contro la proprietà dell'Acqua Santa Croce», ha spiegato Di Paolo, «ma Colella si sbaglia di grosso, non può accusare me di manovre scorrette, quando il mio passato politico e le sue attività imprenditoriali divergono proprio su questo: io ho un curriculum di onestà, lui qualche problema ce l'ha avuto. Vedi recentemente la storia del sequestro da parte della Magistratura dell'Acqua Castellina ad Isernia».
L'imprenditore Camillo Colella, recente nuovo proprietario, tra l'altro ha denunciato alla Procura della Repubblica di Avezzano ed alla Direzione distrettuale antimafia oscure manovre che ci sarebbero da parte sindacale e di alcuni politici contro il funzionamento dello stabilimento dell'acqua minerale: dai sabotaggi agli scioperi selvaggi ai progetti per favorire un'altra cordata per l'acquisto della Santa Croce.
«Rispedisco al mittente le accuse – continua Di Paolo – non vorrei che dietro tutto questo baccano ci fosse un progetto perverso di Colella: riaprire con un'altra società ed assumere chi vuole lui. Altro che miei comportamenti scorretti».
L'accelerazione dello scontro tra la nuova proprietà della Santa Croce è avvenuta in seguito al licenziamento di un operaio che aveva protestato perché lo stabilimento non si era fermato in occasione del funerale dei morti per il terremoto all'Aquila.
Ma dopo una mediazione dell'assessore provinciale Giorgi e del sindaco di Canistro Angelo Mariani, che avevano ottenuto la riassunzione del licenziato, alcuni esponenti sindacali avevano manifestato altri dissensi, per cui era scattato il licenziamento per tutti con le denunce alla Procura da parte di Camillo Colella.
Getta acqua sul fuoco il sindaco di Canistro, preoccupato dei danni all'economia locale da una possibile crisi della Santa Croce.
«Io mi sono sempre battuto, anche recentemente, per salvare i posti di lavoro che sono vitali per questa valle – dichiara Angelo Mariani – non credo alle manovre contro l'Amministrazione comunale perché l'assessore Di Paolo conosce il nostro impegno a favore di Canistro e non solo per la santa Croce. Credo che questo sia per tutti – politici, imprenditore e sindacati - il momento di dimostrare senso di responsabilità. La strada è quella della trattativa e non della contrapposizione per salvaguardare il bene lavoro che è alla base della nostra sopravvivenza economica. Io sono seriamente preoccupato e mi auguro che anche la Regione, dopo la Provincia che ha dimostrato grande disponibilità, si attivi per ricostruire un rapporto che oggi sembra deteriorato».
s. c. 30/04/2009 12.01

CGIL: «120 LICENZIATI PERCHE' IN LUTTO»

La Cgil, invece, sostiene che il titolare della Santa Croce di Canistro ha annunciato il licenziamento di tutti i 120 dipendenti della fabbrica di imbottigliamento dell'acqua minerale solo perché gli operai hanno fermato brevemente la produzione in segno di lutto per le vittime del terremoto dell'Aquila.
Il sindacato, in una nota, sottolinea oggi che i lavoratori «avevano chiesto al datore di lavoro di fermare per un'ora la produzione in occasione dei funerali di Stato e del lutto nazionale per le vittime del terremoto in Abruzzo e per questo sono stati licenziati».
La «richiesta, dettata dal buon senso» avrebbe «scatenato le ire del datore di lavoro, che non ha dato il suo permesso»: «i lavoratori hanno deciso allora di abbandonare la fabbrica e di rendere ugualmente omaggio alle vittime del terremoto» subendo però il licenziamento.

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=20452]L'ARTICOLO SULL'ESPOSTO DELL'IMPRENDITORE COLELLA[/url]