La farmacia non può essere trasferita: polemiche su un esposto

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. La richiesta di spostare la Farmacia Russo da Francavilla sud all'incrocio con la Fondovalle Alento, bocciata una volta, rischia di saltare una seconda volta?
E allora meglio un “esposto preventivo” alla Procura della Repubblica.
Nell'atto presentato si chiede di accertare se nei comportamenti di Nicolino Di Quinzio, sindaco di Francavilla al mare (quello che ha detto no) ci siano estremi di rilevanza penale.
Intanto però giunge il messaggio: cercate di fare le cose per bene adesso che c'è una seconda richiesta.
Così la dottoressa Rossella Russo, firmataria dell'esposto, raggiunta telefonicamente, preferisce girare la questione al marito dott. Costantino Georgiou, titolare della Farmacia Basti, che ha seguito da vicino la vicenda.
Per i non addetti ai lavori va precisato che il numero e la dislocazione delle Farmacie in un Comune dipendono da una pianta organica che divide le zone di competenza e che è decisa dalla Regione.
«La Giunta Angelucci», spiega l'interessato, «su nostra richiesta, aveva espresso parere favorevole alla richiesta di trasferimento. Questa delibera doveva essere trasmessa alla Regione, in vista delle revisione della pianta organica che scatta ogni due anni. Noi l'avevamo motivata con l'incremento demografico della zona di Villanesi e Angelucci l'aveva accolta in base alla legge sul decentramento – spiega il dottor Georgiou – invece il nuovo sindaco Di Quinzio, ha annullato questa delibera forse per tutelare un farmacista che è anche consigliere comunale. E questo non lo poteva fare. E' evidente pertanto – scriviamo nell'esposto - che il diritto dei francavillesi a beneficiare di un adeguato servizio farmaceutico, capillarmente ed uniformemente distribuito su tutto il territorio, è stato negato da chi dovrebbe invece tutelarlo e questo per avvantaggiare chi da tale riordino delle sedi farmaceutiche ne trarrebbe una considerevole perdita patrimoniale. Di qui la decisione di chiedere alla Procura di accertare se questo comportamento è legittimo».
Enrico Bruno, il consigliere comunale chiamato in causa in quanto Farmacista, replica a stretto giro:«il trasferimento di una Farmacia lo decide la Regione in presenza di fatti precisi, come l'aumento di popolazione o le modifiche della densità abitativa. Ma non mi sembra il caso il questione, perché il trasferimento è stato chiesto per una zona disabitata come quella dell'incrocio. Il Sindaco Di Quinzio si è comportato secondo la legge, forse a sbagliare è stato Angelucci che non aveva nessuna competenza come Giunta per dire sì. Su questo argomento avevo chiesto a Federfarma, l'associazione dei titolari delle Farmacie, di intervenire, ma non lo ha fatto e me ne dispiace: avremmo evitato storie inutili».
«Io sarei il primo a firmare per il trasferimento – dichiara invece il dottor Antonio Amoroso, altro Farmacista di Francavilla – ma per la zona di Villanesi, dove ci sono le case, non per l'edificio scelto, lì all'incrocio. Questa mi pare più una logica commerciale che non ha nulla a che vedere con la salute dei cittadini che abitano tra Fontechiaro e Villanesi. In verità io, come Farmacista, non temo nessuno spostamento, perché non è questo che ci fa apprezzare dai cittadini. Ma credete veramente che si scelga una farmacia perché è in un posto o in un altro oppure perché il servizio non è solo commerciale, ma è legato alla salute dei cittadini? Il collega che vuole il trasferimento forse si sente più imprenditore che farmacista, ma non deve dimenticare che ci sono delle regole che vanno rispettate senza scorciatoie».

Sebastiano Calella 29/04/2009 8.20