Rene "sparito" e poi "ricomparso". Chiesto il rinvio a giudizio per il chirurgo

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1903

Rene "sparito" e poi "ricomparso". Chiesto il rinvio a giudizio per il chirurgo
PESCARA. Il Pm Gennaro Varone ha depositato l'avviso di conclusione delle indagini relative alla morte di Costanza Vieste. La donna, 74 anni, di origine pugliese, è deceduta all'ospedale civile di Pescara, il 18 gennaio 2007.
La morte è stato accertato sarebbe giunta dopo tre interventi chirurgici.
Il caso che è finito sui giornali di tutta Italia ha destato scalpore perché inizialmente procura e giornali avevano dato risalto al fatto che i periti in sede di autopsia non avevano ritrovato uno dei reni della donna deceduta. Di qui si era ipotizzata una asportazione non documentata dell'organo. In seguito all'incidente probatorio e alla seconda ricognizione cadaverica in presenza dei periti anche delle parti si è però appurato che il rene in effetti c'era anche se era atrofizzato ed in una posizione diversa dalla sede naturale.
Della morte della donna dovrà rispondere comunque Marco Basile, medico del reparto di Chirurgia Uno del nosocomio pescarese, accusato di omicidio colposo, soppressione di atto pubblico e falso ideologico in atto pubblico.
Per la vicenda, Basile, un anno fa, è finito anche agli arresti domiciliari.
Secondo la procura, che si è basata sulla relazione dei periti, la morte della donna sarebbe stata provocata dall'«imperizia» e dalla «negligenza» del medico nell'eseguire il secondo intervento chirurgico, dal momento che già dopo il primo, l'anziana aveva manifestato problemi.
Il ritardo nell'effettuare il secondo intervento avrebbe, dunque, causato alla Vieste un'infezione generale.
Il medico dovrà rispondere anche della falsificazione di alcuni verbali degli interventi chirurgici, a cui la donna era stata sottoposta ed in particolare quello relativo alla seconda operazione, effettuata il 27 novembre 2006 per una infezione interna dovuta ai punti di sutura.
Insomma la procura sostiene di avere le prove che qualcosa di irregolare sia comunque avvenuto e che la morte sia stata causata da negligenza del medico.
Questo secondo verbale, secondo quanto riferito dagli inquirenti, sarebbe stato inizialmente fatto sparire e sostituito poi, nel corso delle indagini, con una fotocopia.
Esce, invece, definitivamente dall'inchiesta, Franco Ciarelli, l'altro medico di Chirurgia Uno inizialmente posto sotto indagine.
Ciarelli è stato accertato non aver nulla a che fare con la vicenda, avendo partecipato solo al terzo intervento chirurgico.
La sua posizione è stata stralciata ed il Pm ha chiesto per lui l'archiviazione.
Sempre nell'inchiesta, è indagato anche un dipendente dell'obitorio per calunnia relativamente alla questione della sparizione del rene.

24/04/2009 15.26

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=MARCO+BASILE&mid=6&action=showall&andor=exact]TUTTA LA VICENDA [/url]