Vomano e disastri: quella deviazione di 45 gradi del letto del fiume

Alessandro Biancardi

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PINETO. «Bisogna fare in modo che il fiume Vomano torni nel suo vecchio alveo, eliminando quella deviazione di 45 gradi che spinge le acque verso il territorio pinetese, in modo particolare nella zona di Scerne dove ci sono gli insediamenti produttivi».
La richiesta è del sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, che a 48 ore dall'alluvione ha iniziato la conta dei danni, analizzando anche altri aspetti relativi al fiume Vomano.
Una deviazione innaturale che favorirebbe l'esondazione del fiume in piena e che potrebbe essere la causa dei disastri di sempre.
Perché quella deviazione del corso del fiume? Da chi e perché è stata autorizzata una operazione simile?
«Sull'entità dei danni», sottolinea il primo cittadino, «non possiamo ancora essere precisi. Anche perché siamo in attesa di raccogliere tutte le informative che ci giungono dalle aziende che sono state allagate. Ma credo che siamo nell'ordine di 800mila-1milione di euro. Tornando al discorso del fiume Vomano e della deviazione di 45 gradi, grazie ad una ricognizione aerea è stato possibile individuare un punto piuttosto a rischio del letto del corso d'acqua. Quella deviazione è assolutamente pericolosa. Se l'entità della pioggia dei giorni scorsi fosse stata maggiore e soprattutto più continua, credo che in quel punto avremmo registrato un'esondazione del Vomano, con danni indefinibili non solo per Scerne ma anche per Pineto capoluogo».
Delle 19 arcate che compongono il ponte ferroviario sul Vomano e che in qualche maniera determinano l'alveo del corso d'acqua, 7, e tutte in territorio comunale di Roseto, sono praticamente “invase”, ovvero inutilizzabili per un eventuale deflusso delle acque perché occupate da materiali inerti o da strutture non più utilizzate.



«Nel nostro territorio una sola arcata è occupata», puntualizza il sindaco Luciano Monticelli, «tutti sanno che restringendo il letto di un fiume, le acque, soprattutto in caso di piena, acquisiscono maggiore velocità. All'altezza della foce c'è poi la deviazione verso nord per proteggere il porticciolo turistico di Roseto. Sarebbe opportuno, visto che abbiamo in itinere il progetto di realizzazione di un porto a Pineto, che con il comune di Roseto si trovi una forma di collaborazione per avere un unico bacino portuale, eliminando eventualmente il porticciolo rosetano. La mia è una semplice proposta, su cui però è possibile aprire un confronto e un dialogo con Roseto».
Intanto, il Comune di Pineto ha annunciato che non appena verrà ultimata la conta dei danni verrà inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Teramo per capire il perché sia accaduto tutto questo due giorni fa.

24/04/2009 14.18