No al petrolio, una raccolta firma per la moratoria ventennale

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Inizia in tutto l'Abruzzo la raccolta firme per la petizione al Ministero dello Sviluppo Economico.

La richiesta finale è quella di una moratoria ventennale dell'attività di ricerca e coltivazione idrocarburi «per la salvaguardia della Regione Abruzzo e delle sue generazioni future».
La raccolta firme, organizzata dal Comitato Abruzzese per la Difesa dei Beni Comuni,
inizierà dal 24 al 27 aprile a Lanciano, in occasione della Fiera dell'Agricoltura, come appuntamento regionale.
Nella provincia di Teramo ci saranno banchetti a Giulianova Lido (sabato 24 e domenica 25), in piazza Fosse Ardeatine e piazza Dalmazia. Ad Alba Adriatica, sempre sabato e domenica sul lungomare Marconi rotonda Nilo (vic. Bambinopoli), e Lungomare Marconi, Villa Fiore.
SI allega documento di petizione.
Cresce insomma il fronte del no: se le proteste sono nate nei mesi scorsi da uno sparuto numero di cittadini (poi diventato una vera opposizione preparata e tenace) che dicevano no al Centro Oli di Ortona, adesso l'argomento petrolio mobilita tutta la regione.
«L'Abruzzo è un vero e proprio distretto minerario», contesta l'associazione, «con oltre il 49% del suo territorio - 221 comuni su 305-, e circa 5.600 kmq in mare interessati dalla ricerca e coltivazione idrocarburi (petrolio e gas)».
C'è poi un potenziale numero imprecisato di raffinerie che potrebbero sorgere in regione.«L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia», spiega ancora il comitato, «nello studio inerente la Val D'Agri, il cui territorio è a rischio sismico come il nostro, spiega chiaramente come le perforazioni legate alla ricerca e coltivazione degli idrocarburi aumentino l'incidenza del suddetto rischio».
Servirà a qualcosa?
24/04/2009 9.06