Il 16 giugno l'udienza preliminare per D'Alfonso e altri quattro

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Si terrà il prossimo 16 giugno l'udienza preliminare nei confronti dei cinque indagati - fra i quali il sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, e il suo ex braccio destro, Guido Dezio - nell'inchiesta sul concorso per l'assunzione a tempo indeterminato di Dezio a dirigente comunale.


Davanti al gup, Luca De Ninis, dovranno comparire anche i tre componenti della commissione del concorso: l'ex segretario generale del Comune, Vincenzo Montillo, e gli avvocati Paola Di Marco e Carlo Montanino, che devono rispondere di concorso in abuso d'ufficio con il sindaco D'Alfonso, per violazione della normativa che disciplina l'accesso alla dirigenza presso le pubbliche amministrazioni.
Secondo il titolare dell'inchiesta, il pm Paolo Pompa, D'Alfonso avrebbe procurato a Dezio un ingiusto vantaggio patrimoniale, «in violazione delle norme di legge che disciplinano l'accesso alla dirigenza presso il Comune».
Dezio è accusato di aver falsamente attestato alla commissione istituita per il concorso «di avere ricoperto incarichi equiparati a quelli dirigenziali e di ricoprire, allo stato attuale, un incarico dirigenziale presso pubbliche amministrazioni, per un periodo di almeno cinque anni».
Dezio, ex amministratore di condomini, da sempre vicino agli ambienti della politica è da prima stato per molto tempo il coordinatore di D'Alfonso nelle sue campagne elettorali, dunque membro dello staff organizzativo, poi membro dello staff personale al Comune e poi grazie al concorso è diventato dirigente comunale a tempo indeterminato.
Nella inchiesta Housework del pm Gennaro Varone si descrive “lo stile D'Alfonso” che avrebbe comportato come proprietà assoluta della gestione del potere la sistemazione di uomini di fiducia nei posti chiave della pubblica amministrazione, uomini che poi, secondo le risultanze investigative, avrebbero commesso una moltitudine di irregolarità ed illeciti al fine di avvantaggiare imprenditori e ditte che avevano in un qualche modo un rapporto privilegiato con il sindaco di Pescara e creando problemi, ostacolando, danneggiando chi invece non si sottoponeva alle regole: il pagamento delle presunte tangenti, secondo il pm Varone.
L'inchiesta del pm Paolo Pompa si può ritenere un tassello di quella più a vasto raggio di Varone e sembra innestarsi bene ed essere “compatibile” e “coerente” con un quadro investigativo emerso dalla inchiesta che ha portato all'arresto di D'Alfonso.
Molte più differenze sarebbero emerse invece dall'altra inchiesta del pool sugli accordi di programma dalla quale invece potrebbero non emergere dati apparentemente compatibili con le altre inchieste.
Resta da capire se vi siano invece prove che smentiscono, provano il contrario o negano “lo stile D'Alfonso”.
In quel caso ci sarebbe un problema per la procura ed un'arma in più per la difesa.

18/04/2009 9.40

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=concorso+dezio&mid=6&action=showall&andor=AND]TUTTO SUL CONCORSO DI GIUDO DEZIO[/url]