Transcom vuole trasferirsi, dipendenti in rivolta

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il sisma del 6 aprile avrà ripercussioni anche su quelle aziende sane che da oggi potrebbero decidere di abbandonare la città?


Potrebbe accadere anche questo. Con un sit-in di protesta, infatti, nei giorni scorsi i dipendenti della Transcom (gruppo svedese con alcuni call center in Italia) avevano detto no all'ipotesi di un loro trasferimento dall' Aquila presso altre sedi produttive.
Ieri la prefettura di Bari, d'intesa con i Comuni di Bari e Monopoli, ha cominciato a sistemare alcuni dipendenti e relative famiglie.
I vertici aziendali avevano spiegato che un loro spostamento consentirebbe l'immediata ripresa del comparto produttivo.
La decisione, però, ha trovato contrari gli oltre 400 lavoratori aquilani, tutti con famiglia.
«Dopo una tragedia così grande come il terremoto – hanno detto davanti allo stabilimento in via Antica Arischia, nella frazione di Pettino - l'azienda viene a chiederci perfino di rinunciare volontariamente a un posto di lavoro qui all'Aquila. Noi non ci stiamo».
Le destinazioni proposte sono Bari, Lecce e Milano. La vicina sede di Roma, dichiarano alcuni lavoratori che hanno dato vita al sit-in, sarebbe stata già «proposta e assegnata ad alcuni prescelti».
«Consigliamo all'azienda di contribuire alla ricostruzione proprio non abbandonano la regione e individuando semmai una sede alternativa», ha commentato il segretario nazionale Ugl Telecomunicazioni, Gianni Fortunato, secondo il quale «visto che è tra le priorità delle stesse istituzioni nazionali e locali l'immediato riavvio della attività produttive, sarebbe opportuno accelerare al massimo gli iter burocratici e procedurali per il riconoscimento degli aiuti e degli ammortizzatori sociali alle aziende ed ai lavoratori dell'Abruzzo colpiti dal terremoto, anche individuando siti produttivi alternativi per le aziende colpite dal terremoto. Soprattutto - conclude - non vorremmo che altre aziende seguissero l'esempio di Transcom perché ciò significherebbe aumentare in modo esponenziale gli effetti devastanti causati dal sisma».

17/04/2009 9.27