Inchiesta urbanistica: sfilano gli indagati in procura

Alessandro Biancardi

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Inchiesta urbanistica: sfilano gli indagati in procura
PESCARA. E' durato circa mezz’ora l'interrogatorio in Procura a Pescara del sindaco Luciano D'Alfonso, nell'ambito dell'inchiesta sull'urbanistica e gli accordi di programma.


D'Alfonso, accusato di abuso di ufficio, corruzione e favoreggiamento, è stato ascoltato dal pm Pietro Mennini, che insieme ai pm Giampiero di Florio e Giuseppe Bellelli, si occupa dell'inchiesta.
D'Alfonso, secondo quanto si è appreso, avrebbe ribadito essenzialmente ciò che aveva già riferito nei precedenti interrogatori.
Prima di D'Alfonso è stato ascoltato l'imprenditore Aldo Primavera, coinvolto anche lui nell'inchiesta e dal quale sarebbe poi partita l'inchiesta. In una telefonata intercettata avrebbe infatti detto di aver pagato senza ottenere nulla.
Da questo spunto il pm Aldo Aceto avrebbe intrapreso nuove piste investigative.
E' durato, invece, circa un'ora l'interrogatorio dell'ex assessore ed ex consigliere comunale, Licio Di Biase, indagato con le accuse di corruzione e finanziamento illecito ai partiti.
Secondo l'accusa, Di Biase avrebbe chiesto al costruttore Aldo Primavera di acquistare 150 copie di un suo libro in cambio di agevolazioni nella sua attività, facendo parte della commissione urbanistica del Comune.
L'ex consigliere, difeso dall'avvocato Barbara D'Angelosante, ha rigettato le accuse, sostenendo che, all'epoca, sedeva sui banchi dell'opposizione e, dunque, non aveva potere.
A riprova della sua estraneità ai fatti, Di Biase ha prodotto al magistrato una copiosa documentazione, contenente tutte le fatture relative alla vicenda.
Sempre nell'ambito dell'inchiesta, è stato rinviato al prossimo 23 aprile l'interrogatorio di Guido Dezio, ex braccio destro di Luciano D'Alfonso, in programma oggi.
Nel pomeriggio invece saranno ascoltati l'imprenditore Ermanno Cetrullo, l'ex assessore Giuseppe Bruno e il funzionario comunale, Paolo Marotta.
L'obiettivo degli inquirenti ora è quello di chiudere al più presto il fascicolo.
Sulla probabile archiviazione della posizione di D'Alfonso il suo legale Giuliano Milia ha detto che è ciò che si auspica.
Venerdì scorso, invece, a comparire davanti ai pm è stato il Consigliere comunale del Pdl Guerino Testa che ha chiesto lui stesso di essere ascoltato.
A Testa, difeso dall'avvocato Ernesto Torino Rodriguez è contestato un finanziamento al suo partito, Forza Italia, di 400 euro ottenuto dalla società dell'imprenditore Aldo Primavera. Testa deve rispondere in qualità di coordinatore provinciale di Forza Italia.
Il consigliere comunale ha detto di aver prodotto ai magistrati tutta la documentazione relativa al contributo, aggiungendo di essere «molto sereno» e di «confidare nell'operato della magistratura».
Domani gli interrogatori in Procura proseguiranno e tra coloro che saranno ascoltati figurano l'ex arcivescovo emerito di Pescara-Penne, Francesco Cuccarese, e il gestore della Fondazione Ivec, Luciano Carrozza.
L'arcivescovo, accusato di truffa ai danni dello Stato sarà chiamato a rispondere sull'attività della sua fondazione 'In Veritate e Caritate' e dunque sulla realizzazione della cittadella della carità.

UNA INCHIESTA LUNGA E TRAVAGLIATA

Non è stata una inchiesta breve, né semplice, né tranquilla, spesso funestata da episodi che hanno avvelenato il clima (molte lettere anonime, qualche segnale inquietante, qualche attacco diretto ai vertici della procura, le talpe che avrebbero informato il sindaco…).
E' stata anche una inchiesta che ha destato da subito un grande interesse e che è arrivata proprio mentre si poneva fine alla amministrazione di Montesilvano di centrosinistra guidata da Enzo Cantagallo.
Si parlava già da tempo di un “sistema Montesilvano” mentre Pescara sembrava “intoccabile” per una sorta di alone sacro che gravitava su Palazzo di città. Ci fu un grande pubblicità sui giornali, giorno dopo giorno, con le prime indiscrezioni ed i sequestri di documenti che sono andati avanti per molte settimane. Poi a metà dicembre 2007, dopo un articolo di stampa, si apprese che D'Alfonso era indagato per il concorso del suo braccio destro Guido Dezio.
Meno di quindici giorni dopo, (il 28 dicembre), di nuovo bufera sul comune: D'Alfonso è nuovamente indagato per l'inchiesta sull'urbanistica. E' stato il Messaggero a riportare la notizia e il primo cittadino è costretto ad organizzare in tutta fretta una conferenza stampa così come aveva fatto pochi giorni prima per spiegare la sua verità. Qualcosa sembrava cambiato e la procura dava segnali precisi di voler vedere chiaro anche tra le maglie della amministrazione pescarese. D'Alfonso in quella occasione raccontò alcune cose anche se si scoprì in seguito che in parte erano imprecise.
Chiese di essere interrogato. L'interrogatorio si tenne la prima settimana del 2008 e fu secretato.
Ad aprile 2008 con le elezioni tutto sembrò tornare alla tranquillità ma è anche vero che gli stessi magistrati del pool si stavano concentrando anche sulla maxi inchiesta delle sanità che portò all'arresto di Del Turco.
Poi più nulla. Nel frattempo il pm Aldo Aceto che aveva iniziato l'inchiesta -poi affiancato dai magistrati Di Florio, Bellelli e Mennini-, lascia la procura di Pescara.
In questo momento si sarebbero acuite alcune divergenze tra i magistrati e sul futuro del procedimento.
Tutto sembra fermarsi, almeno apparentemente, fino a qualche giorno fa quando vengono notificati i 33 avvisi di garanzia ed i pm decidono di ascoltare gli indagati.
Secondo fonti della procura l'inchiesta potrebbe chiudersi con una archiviazione. Nel frattempo però il sindaco di Pescara è finito agli arresti per un'altra inchiesta.

16/04/2009 14.32