Ricatti a luce rossa, il 21 maggio la prossima udienza

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Si terrà il prossimo 21 maggio il proseguimento dell’udienza preliminare dell’inchiesta sui presunti ricatti a luci rosse che vede coinvolto, tra gli altri, l’imprenditore di Pescosansonesco Ernano Barretta.

Il 9 aprile scorso si è tenuta al tribunale di Pescara l'udienza preliminare dopo il rinvio della volta scorsa.
Si tratta delle presunte estorsioni denunciate da Susanne Klatten, "lady Bmw", e altre ricche donne di Germania. Gli avvocati Carlo Taormina e Sabatino Ciprietti, legali di Ernano Barretta, 69 anni, hanno presentato la richiesta di un incidente probatorio per ascoltare Helg Sgarbi in quanto «e' un elemento - hanno detto - rilevante nell'impianto accusatorio».
Le parti sembrano tutte concordi nel volere acquisire le dichiarazioni di Sgarbi, già condannato a 6 anni di reclusione in Germania, considerato elemento principale della associazione a delinquere contestata dalla procura di Pescara. Se però per l'avvocato Carlo Taormina è necessario interrogarlo nel processo italiano per il pm Gennaro Varone è necessario acquisire il verbale dell'interrogatorio per rogatoria.
I due legali hanno anche presentato istanza di dissequestro dei beni di Barretta, sostenendo che «sono stati acquistati prima delle vicende che riguardano il processo». L'istanza presentata in udienza potrà essere controdedotta dalle parti civili. Inoltre l'istanza della difesa si sarebbe rivolta solo verso il sequestro preventivo mentre potrebbe rimanere in piedi quello conservativo.
Il pm inoltre ha chiesto la trascrizione delle intercettazioni e anche i legali di Barretta hanno avanzato «una riserva di indicare- hanno detto- le trascrizioni che sono utili».
Intanto la Klatten e altre due donne si sono costituite parte civile. Secondo l'accusa Helg Sgarbi agganciava le donne mentre Barretta filmava i rapporti sessuali.
Secondo quanto si è appreso dalla Germania Sgarbi non avrebbe mai fatto il nome di Barretta. Secondo la procura italiana tuttavia il nome non sarebbe emerso perché a Sgarbi non sarebbe stata ridotta ulteriormente la pena per una “piena collaborazione”.

15/04/2009 8.43