Scritte inneggianti al fascismo e contro Rifondazione sui muri della stazione

Alessandro Biancardi

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ROSETO. La scorsa notte sono apparse, sui muri della stazione di Roseto degli Abruzzi, scritte inneggianti al fascismo.

Ma sono apparse anche frasi intimidatorie e minacciose contro i militanti comunisti e contro Marco Palermo, segretario cittadino del Partito della Rifondazione Comunista.
«Questa non è la prima volta che una città civile e democratica come Roseto è costretta confrontarsi con simili gesti intimidatori», commenta Palermo. «I precedenti più gravi furono, tempo fa, i ripetuti danneggiamenti di alcuni esercizi commerciali, appartenenti a cittadini di origine cinese, che costrinsero addirittura uno di questi negozianti a dover chiudere l'attività. Anche in quel caso, oltre ai gravi danni procurati, apparvero scritte riconducibili a ideologie neofasciste.
Rifondazione Comunista, in quell'occasione, si oppose con forza denunciando pubblicamente e segnalando nelle sedi deputate l'accaduto.
Fatti simili si sono ripetuti su tutto il territorio provinciale. Un anno fa una bomba molotov fu lanciata contro la sede della Federazione provinciale del Prc a Teramo, «mentre a gennaio», ricorda sempre Palermo, «Rifondazione fu l'unica ad opporsi, a differenza del Partito Democratico, alla partecipazione di alcuni gruppi neofascisti giunti di forza da Roma, alle manifestazioni studentesche a Teramo».
«Mai, in tutti questi casi», assicura il rappresentante cittadino, «né io né qualsiasi altro compagno, ci siamo fatti intimidire dalle minacce squadriste. Probabilmente per questo motivo oggi siamo oggetto simili attenzioni».

04/04/2009 12.34