Villa Pini, Angelini: «disgustata dal guazzabuglio di idiozie»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Una lettera aperta, firmata Chiara Angelini, amministratore del gruppo Villa Pini.

CHIETI. Una lettera aperta, firmata Chiara Angelini, amministratore del gruppo Villa Pini.Figlia del più noto Vincenzo Maria Angelini, grande accusatore dell'inchiesta sulla Sanità abruzzese che ha portato all'arresto l'ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco, ha preso da poche settimane le redini della società di famiglia.
Questi sono giorni difficili per il gruppo. In soli sette giorni i lavoratori sono scesi in piazza due volte per chiedere gli stipendi arretrati e per contrastare il nuovo piano che prevederebbe 350 esuberi.
Ieri Chiara Angelini ha spedito ai giornali una lettera, dimostrando una svolta, quando meno comunicativa, rispetto a quanto accadeva con il padre, sempre molto sintetico nelle sue comunicazioni alla stampa.
«Sono da poco alla guida di Gruppo Villa Pini, un gruppo sano», assicura, «e al contempo l'azienda più grande che insiste sul territorio di Chieti, e rimango francamente meravigliata dal comportamento del suo primo cittadino».
Il sindaco Ricci ha dichiarato due giorni fa di lavorare “in silenzio” sulla questione Villa Pini. «Ricorderà certamente», continua Angelini, «quando venne convocato presso l'ospedale di Chieti il comitato ristretto dei sindaci almeno un anno fa, e quando venne il momento di parlare dei problemi di Villa Pini si alzò se ne andò. E fu l'ultima volta che questa amministrazione ebbe il piacere di vederlo. All'epoca non capii il senso del suo gesto, adesso, in seguito alle sue ultime esternazioni, mi è decisamente tutto più chiaro. Stava forse lavorando ad uno scopo, bisogna vedere di preciso quale».
Nella conferenza di ieri al Comune di Chieti, invece, Ricci ha espresso rammarico per la brusca interruzione della carriera politica di Del Turco e ha dichiarato di aver trovato per Villa Pini una soluzione: «se non può pagare gli stipendi dichiari il fallimento».
«Il sindaco», si legge nella lettera di Angelini, «ha detto che poi verrà riacquistata e potrebbe diventare proprietà pubblica onde farne, grazie alla sua “posizione perfetta”, ”l'ospedale più famoso del mondo”. Sono senza dubbio onorata delle parole del sindaco, e concordo con lui che Villa Pini abbia illimitate possibilità, e venga già considerata una delle migliori strutture d'Italia dall'utenza. Debbo purtroppo declinare una così gentile offerta, e rispondere al sindaco la stessa cosa che mio padre rispose ai suoi ricattatori più di un anno fa: no, grazie».
«Sono nata e cresciuta a Chieti», si legge ancora nella lettera, «e per quanto giovane non ricordo nessun sindaco che abbia mai auspicato il fallimento della più grande realtà occupazionale del suo territorio, illudendo un migliaio di lavoratori con la promessa di riassorbirli nel comparto pubblico.
«Ritengo che un'azienda sana», continua la lettera, «artatamente messa in difficoltà da certi politici con evidente soddisfazione (e complicità, chi può dirlo?) di alcuni, non può essere vittima delle angherie di personaggi che devo pensare mossi da motivazioni e/o invidie personali, e che nella migliore delle ipotesi creano strumentalmente un frullato di stupidaggini e informazioni completamente false e diffamatorie».
Angelini si dice «disgustata dal guazzabuglio di idiozie diffuse in merito alla questione delle banche da soggetti completamente incompetenti su questa e su altre materie. Per ciò che compete le dichiarazioni diffamatorie rese dal sindaco in conferenza stampa provvederemo immediatamente a denunciarlo».
Per Angelini «la situazione richiede l'intervento di figure istituzionali serie ed equanimi e va affrontato tenendo conto che finora che si è portato il Gruppo ad avere crediti non pagati ad arte per l'enorme cifra di 160 milioni di euro, e possono star certi tutti che la cosiddetta chiarezza invocata da molti su questa questione verrà chiesta da me e dalla mia famiglia in tutte le sedi necessarie».

04/04/2009 9.37