L’allarme Lipu: «distrutto un importante tratto del fiume Tavo»

Alessandro Biancardi

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LA DENUNCIA. PESCARA. Una «operazione estremamente impattante sull’ambiente» quella che denuncia l’associazione Lipu, «sicuramente autorizzata dalla Direzione Parchi, Territorio e Ambiente della Regione».

Nei giorni scorsi, per iniziativa dei competenti servizi della Provincia di Pescara, una ditta del settore ha provveduto con tanto di ruspe ad effettuare lavori di “manutenzione ordinaria, sistemazione e ripristino di opere idrauliche e bonifica ambientale” lungo un tratto, di diverse centinaia di metri, del fiume Tavo, in comune di Farindola, tra il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga a monte, e la Riserva Naturale Regionale del Lago di Penne a valle.
«In realtà», racconta Stefano Allavena, coordinatore della Lipu per l'Abruzzo, «i lavori di manutenzione, sistemazione e ripristino sono consistiti nella trasformazione del fiume in un canale. La vegetazione di alberi e di arbusti lungo le rive è stata completamente distrutta e nell'area di intervento non è rimasto neppure un filo d'erba».
Una vera devastazione ambientale del territorio, a giudicare dal racconto della Lipu, «assai discutibile anche sul piano paesistico».
«Le rive del fiume», spiega Allavena, «costituivano un importante e delicato ambiente di vita per numerose specie vegetali e animali, tra cui diversi uccelli, che chiaramente hanno perso un'altra delle poche zone in cui potevano vivere e riprodursi».
La Provincia di Pescara non è nuova a queste iniziative, spiega la Lipu, «ed infatti anche nel 2005, sempre lungo il fiume Tavo, in un tratto non lontano, aveva effettuato lavori del tutto simili con danni ambientali praticamente identici, e così ha fatto anche lungo il fiume Fino. Vi erano state anche allora proteste che però evidentemente non hanno sortito alcun effetto».
L'associazione ambientalista non capisce il senso di un'operazione di questo genere: «la trasformazione di un fiume vivo in un canale praticamente morto, provoca, tra l'altro, un aumento della velocità di scorrimento dell'acqua, cosa che, dal punto di vista della difesa dell'assetto idraulico, non è certo consigliabile in una situazione come questa. Nelle vicinanze della zona interessata dai lavori inoltre non risultano esserci opere idrauliche da ripristinare o che dovessero essere difese in qualche modo».
Questo tratto del fiume Tavo costituisce un importante corridoio ecologico per molte specie, tra il Parco Nazionale e la Riserva Naturale. Lipu Abruzzo chiede che la Regione e la Provincia, «invece di autorizzare e di effettuare lavori così dannosi e costosi, procedessero a tutelare adeguatamente la zona, così da saldare le due aree protette».