Alba D’Oro, ex sindaco Tagliacozzo: «il nostro operato fu impeccabile»

Alessandro Biancardi

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TAGLIACOZZO. Se il nuovo sindaco di Tagliacozzo, Dino Rossi, dopo gli arresti di Zangari e i suoi cugini Ricci, ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile in un futuro processo, l’ex sindaco Giampiero Pendenza rivendica l’impeccabilità del proprio operato.


Pendenza, oggi capogruppo della minoranza in consiglio comunale, è intervenuto a difesa del proprio operato in riferimento all'inchiesta "Alba d'Oro" della Guardia di finanza che ha portato all'arresto di tre persone accusate di aver utilizzato, per conto di boss palermitani, somme di denaro di provenienza illecita per investirle in attività imprenditoriali.
«Quale ex sindaco ed attuale capogruppo della minoranza - scrive Pendenza - sento il dovere di informare correttamente la popolazione sull' operato dell' amministrazione, da me presieduta, ed a difesa della stessa, ove ve ne fosse bisogno, sulla vicenda del centro turistico 'La Contea'». Pendenza assicura che «il permesso di costruire venne rilasciato, come di sua competenza, dal responsabile dell' Ufficio Tecnico urbanistico, previa verifica, da parte dello stesso, della rispondenza al PRG degli elaborati progettuali. L' amministrazione ritenne vantaggiosa, per l' economia locale e per la valorizzazione dell' offerta turistica di Tagliacozzo, l' iniziativa della realizzazione della struttura».
Quella struttura, dal valore stimato di 2,5 milioni di euro è stata sequestrata.
«In tale ottica - conclude Pendenza - ferma restando la competenza dell'ufficio tecnico, l'amministrazione approvò un atto deliberativo ad oggetto la convenzione che disciplinava le opere di urbanizzazione, tutte poste a carico del privato».
E gli inquirenti hanno passato al setaccio proprio quei documenti: sono stati acquisiti i carteggi sul villaggio "La Contea", che si estende su una superficie di diversi ettari nei pressi della frazione di Sfratati, e controllato i documenti riguardanti il piano regolatore e le concessioni edilizie rilasciate alla società "Alba d'oro" proprio dalla precedente amministrazione e alcune delibere di giunta e del consiglio comunale.
La Guardia di Finanza di Avezzano, invece, ha avviato una verifica contabile sulla struttura turistica sulla quale avevano già indagato la Procura antimafia dell'Aquila e quella di Palermo.

a.l. 02/04/2009 9.38