Francavilla, scomparsa la delibera della sfiducia a De Felice

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Che fine ha fatto la delibera con la sfiducia a Carlo De Felice, presidente del Consiglio comunale di Francavilla al mare? Non si trova.


E' scomparsa. L'hanno trafugata. Le ipotesi sono diverse, fatto sta che in Comune questo documento non si trova più.
E così dopo la gazzarra di martedì in Consiglio, l'ombra lunga di una manina forse teleguidata ha fatto la sua comparsa negli uffici per sottrarre prima la camicia della delibera (cioè il frontespizio) su quella sfiducia molto contestata, poi gli allegati, infine le registrazioni della seduta.
In realtà i testi degli interventi non ci sono mai stati interamente, perché – fatto strano - sembra che quel giorno il registratore non abbia funzionato sempre.
Al momento della sbobinatura, il nastro da un certo punto in poi (soprattutto nei passaggi importanti della sfiducia) era bianco.
Sorpresa e sconcerto all'interno del Comune: un faldone che si perde non è una cosa normale, tanto è vero che il sindaco ha preteso la verbalizzazione del fatto da parte del segretario comunale e della dottoressa Equizi che a quella seduta di Consiglio avevano assistito.
«La riunione era pubblica e quindi il fatto della sfiducia è noto, anche per la presenza di quasi tutti i consiglieri – spiega la dottoressa Manuelita Mucci, consigliere del Pd – quindi penso che almeno gli allegati, compresa la mozione che spiegava perché De Felice non era più gradito, possano essere recuperati. Quello che preoccupa è il comportamento del presidente sfiduciato, il quale utilizza i voti del suo elettorato per condurre in modo fazioso il Consiglio, dimenticando che una figura istituzionale dev'essere al di sopra delle parti. Ma il suo atteggiamento è censurabile anche per la storia di questa delibera che lui doveva firmare subito e che invece ha trascurato per giorni e giorni. Poi lui addirittura se n'è andato in vacanza e ha firmato solo dopo l'ultimo sollecito. Insomma un comportamento da furbetto che non può più essere tollerato».
Ma come spiega l'andamento goliardico e disordinato del Consiglio comunale?
«C'è il tentativo di far credere che il sindaco Di Quinzio sia solo – conclude la dottoressa Mucci – ma non è così. Attorno a lui c'è un gruppo che crede nel progetto di rinnovamento del modo di amministrare Francavilla e nella trasparenza Questo programma ha avuto il consenso degli elettori e noi rispetteremo il mandato. L'opposizione urla perché sa di aver perso e cerca di nascondere il suo fallimento».
E a sorpresa, in soccorso del sindaco Di Quinzio arriva il presidente della Provincia Tommaso Coletti che smentisce uno dei cavalli di battaglia di Carlo Matricardi (Pdl) in Consiglio: «non è vero che gli 800 milioni per il palazzo Sirena non ci sono – scrive Coletti – è la Regione, guidata dagli amici di Matricardi, che non riesce a sbloccare quei fondi. Chiodi dev'essere sollecitato, non Di Quinzio».
Sebastiano Calella 02/04/2009 9.32