Villa Pini, lavoratori in piazza. «Da 4 mesi senza stipendi»

Alessandro Biancardi

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Villa Pini, lavoratori in piazza. «Da 4 mesi senza stipendi»
PESCARA. Un lungo serpentone sotto l’assessorato alla Sanità di Pescara. Cartelli, striscioni impietosi. Ma anche fischietti e tamburi. I lavoratori del gruppo Villa Pini sono scesi ieri nuovamente in piazza per chiedere alle Istituzioni «di mantenere tutte le promesse».

I dipendenti sono scesi in piazza senza bandiere sindacali. Tutti uniti ed esausti dopo mesi di lotte e, assicurano loro, «false promesse».
«Aspettiamo lo stipendio degli ultimi quattro mesi», ha detto Mario De Lui della Uil. «E' un anno e mezzo che cerchiamo di far rispettare i nostri diritti ma abbiamo sentito solo inutili rassicurazioni»
E anche nei cartelli esposti ieri i lavoratori hanno espresso tutta la propria rabbia: “Efficienza e professionalità. Il premio? Licenziamenti!” recitava uno striscione. “Noi poveri e onesti. Voi ricchi e disonesti” e poi ancora “Vogliamo i nostri stipendi”.
Intanto il gruppo Villa Pini fa sapere che vuole portare in Tribunale l'Asl di Chieti chiedendo il pagamento 2005-2007 per le prestazioni sanitarie per un totale di 40 milioni di euro.
Ai contenziosi davanti ai giudici, però, i lavoratori non sono interessati.
«L'assessore Venturoni», ripetono fino allo sfinimento i dipendenti in protesta, «ci aveva assicurato che c'erano 15 milioni di euro per pagare gli stipendi. Anche per noi tra un po' sarà Pasqua ma ci ritroviamo senza stipendi».
E a preoccupare c'è anche il piano di mobilità del personale del Gruppo Villa Pini, paventato dalla amministratrice unica, Chiara Angelini, con un documento datato 24 marzo.
Il Coordinamento Regionale della Sanità Privata parla di gesto «deplorevole» messo in piedi dalla nuova amministratrice «fresca di nomina a cui viceversa si era chiesto un segnale di netta discontinuità con la politica passata dell'azienda che ha messo sempre in prima linea lo spauracchio dei licenziamenti allorquando si paventavano a qualsiasi titolo difficoltà di ordine economico soprattutto verso la Regione».



Nelle recenti riunioni sindacali a più riprese i lavoratori si sono sempre proclamati disponibili ad accertare fino in fondo quali fossero le reali intenzioni della Regione nei confronti del Gruppo, senza però avere posizioni preconcette.
«Qui non siamo nell'antica Roma dove per affermare posizioni si affrontano crociate», commentala Cisl, «ma vogliamo percorrere tutte le strade lecite percorribili per arrivare alla verità che è quella dei dati e dei fatti e non quella dei proclami, avendo sempre e solo come stella polare tre priorità: la garanzia dei servizi sanitari ai cittadini-utenti, la loro qualità congiuntamente alla salvaguardia dei livelli occupazionali ad essi connessi».

01/04/2009 9.37