Presa banda che ha clonato 12mila bancomat. Pronti ad incassare 20mln di euro

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Erano riusciti ad ottenere circa 12.000 codici di altrettante carte di credito di ignari cittadini ed avrebbero potuto incassare una cifra vicino ai 20 milioni di euro, prosciugando migliaia di conti bancari.
Sette persone -di cui sei cittadini rumeni e un italiano- sono state arrestate dalla polizia postale di Pescara e dovranno rispondere davanti all'autorità italiane di associazione per delinquere finalizzata alla clonazione di carte di credito e di Bancomat.
L'indagine è inizia 2007 con un furto di un prosciutto all'interno del supermercato in via Venezia a Pescara. In quell'occasione venne arrestato in flagranza di reato Petrisor Ciprian Radu detto “Sobolanu”, cioè “piccolo topo”.
La polizia postale incaricata delle indagini però si è insospettita dallo strano furto ed ha potuto poi appurare che in realtà il romeno si era introdotto all'interno del supermercato per installare un congegno (skimmer) in grado di clonare tutti i codici delle carte di credito che venivano inseriti nel Pos del supermercato.
In pratica i clienti che facevano la spesa e pagavano con carte di credito venivano defraudati dei codici segreti che poi permettevano ai malviventi di svuotare i conti bancari.
Dall'analisi accurata dei tabulati telefonici anche pregressi del ladro si è poi ricostruita la ragnatela di rapporti del romeno arrestato, risalendo agli altri appartenenti alla banda.
Gli inquirenti sono riusciti anche a ricostruire la loro carriera criminale tracciando l'elenco delle altre incursioni con il medesimo fine ai danni di supermercati di Pescara, Teramo e di Rapallo, in provincia di Genova.
“Topino”, arrestato in seguito all'incursione nel supermercato, ha scontato una breve pena detentiva nel carcere di Pescara dove ha conosciuto Giovanni Antonio Sallemi grande esperto informatico «con un'esperienza criminale in materia di carte di credito», dice il comandante della polpost Pasquale Sorgonà.
«Da quel momento i due hanno iniziato a collaborare. Usciti entrambi dal carcere hanno ripreso tranquillamente la loro attività criminale ed attraverso specifici software l'esperto informatico riceveva dalla Romania via posta elettronica numerosi codici di carte di credito dai suoi complici al riparo da ogni intercettazione».
Con questi specifici software l'italiano riusciva a replicare i codici segreti creando da ogni carta di credito clonata circa 1000 nuovi codici pronti per essere utilizzati, sfruttando in qualche modo la logica ed il sistema che le banche utilizzano per emettere sul mercato le carte di credito.
Attraverso un apposito algoritmo Sallemi riusciva ad “indovinare” i numeri delle carte realmente circolanti sul mercato con i codici segreti.
Nella perquisizione domiciliare effettuata a carico di Sallemi, gli inquirenti sono riusciti a scovare ben 12.000 codici di carte di credito che l'abile tecnico non aveva sul suo pc ma stipati in un apparente sicuro spazio web.
Dalle intercettazioni telefoniche poi è emerso che il gruppo stava pianificando un nuovo colpo in Italia, attraverso l'installazione di uno Skimmer all'interno di un Bancomat.
Così gli agenti della polizia postale sono riusciti a seguire le diverse fasi di pianificazione del colpo filmando le scene dell'istallazione del congegno bloccando i malviventi in flagranza di reato.
Le sette persone sono state tratte in arresto in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari, Guido Campli, su richiesta del pubblico ministero, Silvia Santoro.
È stato emesso anche un ordine di cattura europeo e, grazie al coinvolgimento dell'interpol, quattro indagati sono stati arrestati in Romania ed uno in Francia, successivamente estradati in Italia mentre il tecnico informatico di origine siciliana è stato arrestato alcuni giorni fa ad Ostia.
Un solo rumeno è riuscito a sfuggire alla cattura per alcuni giorni ma sentendosi braccato perché ricercato in tutto il territorio europeo si è costituito presso il carcere di Chieti lo scorso 29 marzo.
La notizia è stata divulgata oggi dopo che tutti gli indagati sono finiti agli arresti.

31/03/2009 12.33


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