L’Aret verso lo scioglimento. Commissario per valutare i bilanci

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1351

ABRUZZO. L'Aret, l'Azienda regionale per l'edilizia ed il territorio, sarà commissariata, in vista dello scioglimento.
Pronti, si taglia. Il primo ente ad essere sacrificato sarà l'Aret. Lo ha deliberato questa mattina la Giunta regionale, su proposta dell'assessore ai Lavori pubblici, Angelo Di Paolo, prendendo atto della situazione amministrativa, gestionale e finanziaria dell'ente. Il Commissario, che verrà nominato dal Presidente della Giunta regionale, avrà il compito di redigere una relazione sullo stato patrimoniale e sulla situazione debitoria e creditoria dell'azienda, ponendo in atto ogni azione, anche in autotutela, per il contenimento e la limitazione delle spese. Nella delibera viene ricordato che «gli obiettivi strategici» della Giunta prevedono «la riorganizzazione degli enti regionali operanti nel settore dell'edilizia residenziale pubblica e la liquidazione e lo scioglimento dell'Aret».
E i conti non saranno di certo buoni se è vero che nello scorso dicembre i dipendenti dell'Azienda hanno protestato perché rimasti senza stipendio.
Sempre in quella occasione il personale parlò di «stato di totale paralisi operativa e di conseguente insolvenza finanziaria in cui versa l'azienda da oltre un anno».
Nonostante le numerose segnalazioni inviate dagli organi istituzionali dell'ente alla Regione Abruzzo e all'assessorato ai Lavori pubblici – spiegavano i lavoratori - la Regione non è intervenuta in alcun modo.
Già a fine anno, secondo i dipendenti, la situazione finanziaria non avrebbe consentito di andare avanti a lungo e si ipotizzava l'apertura regolare degli uffici al massimo fino alla fine dell'anno.
Negli anni scorsi, invece, proprio l'Aret Abruzzo aveva promosso progetti anche per Beirut e Belgrado.



RAPAGNA' CHIEDE L'IMPEGNO DELLA POLITICA

Sempre sul taglio dei costi della Politica Pio Rapagnà promotore del Referendum sull'argomento ha chiesto l''impegno e la collaborazione tutti gli eletti negli Enti Locali «affinché si rendano disponibili per la raccolta e per la autentica delle firme e controllino che le varie iniziative istituzionali e della società civile si concludano con il raggiungimento dei risultati da tanti auspicati».
Rapagnà chiede ai Consiglieri Comunali, Provinciali e Regionali «di dimostrare, anche con i fatti, il loro spirito democratico mettendosi a disposizione gratuitamente per la raccolta delle firme su una “Proposta di Legge” quale strumento di democrazia diretta e di partecipazione popolare: è anche questo un modo per dimostrare con i fatti la effettiva volontà di sostenere la riforma della politica in Abruzzo e la riduzione dei costi impropri, degli sprechi e degli enti strumentali».
Con la proposta di legge di iniziativa popolare depositata presso gli Uffici di tutti i Comuni abruzzesi, si chiede al Consiglio Regionale la riduzione del 50% delle indennità e dei compensi aggiuntivi, diaria e rimborsi, dei Consiglieri e Assessori regionali; l'abolizione dell'assegno vitalizio per i Consiglieri regionali cessati dal mandato; la cancellazione di nomine, incarichi e consulenze conferiti dal Consiglio e dalla Giunta Regionale; lo scioglimento immediato degli enti strumentali “inutili”.
«Il risparmio di denaro pubblico sarà di oltre 200 milioni di Euro ogni anno, pari a 1.000.000.000,00 di Euro (2.000 miliardi di vecchie lire) per ogni legislatura regionale».
Si può firmare presso gli Uffici anagrafe ed elettorale di tutti i Comuni abruzzesi. La raccolta delle firme andrà avanti fino al 7 maggio prossimo.



30/03/2009 15.49