Bonifica discarica Bussi, «Berlusconi ha ritirato i fondi». Chiodi: «non è vero»

Alessandro Biancardi

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Bonifica discarica Bussi, «Berlusconi ha ritirato i fondi». Chiodi: «non è vero»
BUSSI. Non ci sono più i fondi per la bonifica del Sito di Interesse Nazionale di Bussi. I 3 miliardi di euro per la bonifica dei siti industriali inquinati stabiliti con delibera Cipe 166 del 21 dicembre 2007non esistono più. Ma per Chiodi quei soldi «non sono mai stati stanziati». «C’erano», assicura invece Camillo D’Alessandro (Pd).

Proprio nei giorni in cui il fronte giudiziario sta andando avanti per la sua strada ed è stata fissata l'udienza preliminare per decidere il rinvio a giudizio dei 27 indagati, arrivano cattive notizie sulla bonifica del sito.
Persino i residui 1100 milioni di euro rimasti dopo gli interventi del Ministro dell'Economia, con delibera Cipe del 6 marzo scorso, sono stati interamente allocati nel fondo strategico per il paese nella disponibilità della Presidente del Consiglio dei Ministri.
Spariscono così i soldi che erano stati destinati alla discarica più grande d'Europa, quella trovata nel 2007 dalla Forestale a Bussi.
Ci sono solo 50 milioni di euro che saranno autorizzati per la spesa, con decreto da emanare entro una decina di giorni, per la bonifica dei siti immediatamente operativi in tutta Italia.
Ne sono stati individuati solo tre: Fidenza (4 milioni di euro), Massamortara (2,5 milioni di euro) e Ravenna (23 milioni di euro).
I restanti 20,5 milioni di euro andranno alle spese di assistenza tecnica.
Questo significa che per Bussi, non c'e un centesimo per affrontare l'emergenza e sperare in un nuovo futuro.
«Se aggiungiamo che 500.000 euro del Ministero e 1,5 milioni di euro della Protezione Civile, assegnati al Commissario Goio, non hanno dato ancora avvio alla messa in sicurezza d'emergenza del sito, possiamo avere un quadro della drammaticità della situazione», hanno commentato preoccupati Mimì D'Aurora, segretario Cgil Abruzzo e Paolo Castellucci Cgil Pescara.
«Ognuno», hanno ricordato i due, «conosce quale micidiale pericolo costituisca per la salute dell'intera Valpescara, il permanere di una discarica che con i suoi veleni ha inquinato e continua ad inquinare le falde acquifere ed il fiume Pescara. Fatti per i quali sono in corso procedimenti penali a carico dei responsabili. Ma è noto anche quale ostacolo alla tutela della occupazione e allo sviluppo; alla possibilità di una nuova industrializzazione, costituisca il venir meno della bonifica del sito di Bussi».
Gli interventi di bonifica infatti, anche in ragione della crisi, oltre a restituire pezzi di territorio a nuovi insediamenti produttivi ed evitare danni alla salute dei lavoratori e dei cittadini possono essere un moltiplicatore di possibilità occupazionali.
E l'area di Bussi ne ha un grande bisogno.
«La scelta irresponsabile del Governo», ha chiuso il sindacato, «che toglie risorse ad interventi di assoluta priorità, necessita una adeguata e ferma risposta da parte delle forze sociali, ma soprattutto di una ferma presa di posizione della Regione, della Provincia e dei Comuni interessati».
Anche per il presidente della provincia di Pescara Giuseppe De Dominicis e il sindaco di Bussi, Marcello Chella, si tratta di un fatto «gravissimo».
«La decisione di azzerare i fondi», hanno detto i due, «messi a suo tempo a disposizione dal governo Prodi per procedere alla bonifica dei siti industriali più inquinati d'Italia, oltre a preoccupare sul fronte della sicurezza dei cittadini, getta una luce sinistra anche sui progetti di reindustrializzazione dell'area».
De Dominicis e Chella hanno annunciato che si batteranno in tutte le sedi per ottenere da parte del governo un ripensamento di questa «decisione sconcertante», ed hanno invocato un deciso intervento da parte del presidente della Regione Gianni Chiodi».
Della stessa opinione anche la consigliera regionale e provinciale Marinella Sclocco (Pd): «a Berlusconi non e' bastato tagliare all'Abruzzo 530mila euro, ma era necessario infierire ancor di più contro la situazione già allarmante di Bussi e della Val Pescara tagliando i fondi per il disinquinamento del sito inquinato. La sua presenza quotidiana in Abruzzo durante la campagna elettorale ha solo illuso gli abruzzesi: infatti a soli tre mesi dall'insediamento del nuovo Consiglio, dimostra chiaramente che l'interesse verso gli abruzzesi era solo per scopi elettorali»
«Senza bonifica», ha ricordato la consigliera, «nessun nuovo insediamento produttivo avrà alcun interesse ad investire. L'assenza di nuovi investimenti sommata alla situazione drammatica della chiusura della Solvay prima e della Medavox dopo, mettono ancor più in ginocchio le centinaia di famiglie che vivevano del lavoro della fabbrica e del suo indotto»
Martedì prossimo in Consiglio regionale la consigliera Sclocco presenterà una risoluzione urgente chiedendo al Presidente Chiodi ed all'assessore Castiglione di intervenire presso il Governo per revocare «tale deprecabile e scellerata»
Camillo D'Alessandro (Pd) parla invece di «scippo permanete ai danni degli abruzzesi». E mentre ciò accade, contesta il capogruppo del Partito Democratico, «Chiodi fa finta di nulla, come se non lo riguardasse. Hanno svenduto l'Abruzzo a Roma. Non ci fanno fare infrastrutture, ci hanno tagliato i fondi per le imprese, ci lasciano inquinati e voglio far arrivare anche il petrolio, questo è il miracolo del nuovo partito, neo battezzato, PDL»

30/03/2009 9.57

CHIODI: «FONDI MAI ESISTITI»

I fondi per la bonifica della discarica di Bussi non sono mai stati tolti dal Governo semplicemente perché non sono mai stati concessi.
Lo ha affermato, questa mattina, il Presidente della Regione, Gianni Chiodi.
«La bonifica della cosiddetta discarica dei veleni di Bussi sul Tirino - ha aggiunto il presidente - è una priorità per la Regione Abruzzo, per la rilevanza ambientale ed igienico-sanitaria che la problematica ha avuto e continua ad avere sulla popolazione regionale interessata che è pari a circa 400 mila abitanti. Purtroppo l'informazione che l'opposizione in Consiglio regionale tenta di dare su questa vicenda - ha rimarcato Chiodi - è sempre strumentale e surrettizia. E' un suo legittimo diritto esprimere critiche e valutazioni ma non è corretto che faccia disinformazione».
Il presidente della Regione ha confermato che «questo Governo regionale è pronto a giocare il suo ruolo attingendo, in parte, ai 24 milioni di euro di fondi disponibili nell'ambito del POR 2007-2013 per il finanziamento dei siti da bonificare, ma è necessario - ha continuato - per la rilevante portata economica degli interventi, che il Governo supporti la bonifica dell'area inserita nell'ambito di un Sito d'Interesse Nazionale (SIN). Mi impegnerò in questa direzione perchè si diano risposte tempestive al problema ma non si dica che c'è stata distrazione di fondi - ha rimarcato Chiodi - poiché si è trattato semplicemente del trasferimento di un capitolo, prima relativo ad un fondo nazionale indistinto pari a circa 3 miliardi di euro, al Fondo Strategico a disposizione della Presidenza del Consiglio dei Ministri».

D'ALESSANDRO: «I FONDI PER BUSSI C'ERANO»

«L'opposizione non fa nessuna mistificazione - esordisce il Capogruppo del Pd Camillo D'Alessandro - ma solo il suo dovere, quello di informare l'opinione pubblica, può forse provocare orticaria e risposte stizzite, ma è il nostro dovere, quello di dire la verità e non ci fermiamo>
Quanto dichiarato dal presidente Chiodi, secondo D'Alessandro, «è solo un tentativo di accampare scuse e di arrampicarsi sugli specchi. La verità è una sola. Prima c'era un finanziamento destinato all'area di Bussi non solo per la bonifica, ma per un processo più ampio di re-industrializzazione. Ora quei fondi non ci sono più, non c'è piu la destinazione per Bussi, ma sono finiti in un calderone indistinto, gestito dalla Presidenza del Consiglio,del quale nessuno ha garanzie, nè può darle Chiodi, di come sarà utilizzato».
«Assurda è inoltre - continua l'esponente del PD - la giustificazione del taglio dei fondi per l'assenza di un progetto. Un'altra clamorosa balla. Quei fondi erano a valere per un periodo ampio 2007-2013, periodo necessario a progettare e realizzare un intervento complesso, che appunto andava oltre la bonifica, puntando all'obbiettivo alla reindustrializzazione dell'area. Se non si bonifica, nessuno andrà lì ad investirci».

30/03/2009 13.46