Ronde, il consiglio comunale di Pescara dice il suo no

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il consiglio comunale di Pescara ha approvato oggi pomeriggio una risoluzione finalizzata a evitare che in citta' vengano realizzate le ronde dei cittadini.


Dopo tante polemiche sull'opportunità di istituire le ronde, il Comune di Pescara ha voluto premunirsi ed evitare ogni iniziativa.
A presentare il provvedimento e' stato il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Moreno Di Pietrantonio.
La risoluzione impegna il sindaco e la giunta a «non avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati per il controllo del territorio e a considerare la sicurezza dei cittadini come diritto inalienabile la cui tutela e' compito primario e ineludibile dello Stato e delle forze dell'ordine».
Questo orientamento dovra' essere espresso al prefetto e al Comitato provinciale per l'ordine pubblico e la sicurezza.
La risoluzione impegna poi la giunta a «proseguire sulla strada dell'inclusione sociale, del dialogo interculturale e della democrazia partecipata, promuovendo la creazione di spazi di confronto e di conoscenza reciproca tra italiani e stranieri e favorendo l'impegno attivo e solidale dei cittadini».
Il via libera dall'aula e' arrivato con 18 voti favorevoli e 6 contrari.
«L'amministrazione comunale di centro-sinistra approvando la mozione di Di Pietrantonio», ha commentato Lorenzo Sospiri (Pdl), «ha negato alla città la percezione di sicurezza che la stessa maggioranza in questi 6 anni di governo non è riuscita ad assicurare».
«Le ronde cittadine previste nel Pacchetto sicurezza del Governo – ha continuato il consigliere Sospiri - non sono bande del Ku Klux Klan sguinzagliate in giro per le città per picchiare extracomunitari, come tenta di far credere oggi il centro-sinistra al Comune di Pescara. La realtà è che l'iniziativa del Governo rappresenta un valido deterrente nei confronti della criminalità, una ipotesi di soluzione per ripristinare la percezione di sicurezza nelle città in cui le amministrazioni comunali non sono state in grado di adottare misure adeguate».
Il vicesindaco D'Angelo non ha gradito le accuse: «il Comune si è sempre detto disposto a fare la sua parte, partecipando con un fondo alla realizzazione e all'installazione degli impianti di videosorveglianza. Un progetto che peraltro è stato condiviso con gli operatori del centro storico, come molti altri passi fatti anche in precedenza».
Nei giorni scorsi la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, aveva definito le ronde come un «obbrobrio giuridico: un inqualificabile passo indietro dello Stato nella lotta alla criminalità ed un regalo a mafia, camorra e 'ndrangheta'».
«Con le ronde – aveva detto la Ferranti - il governo introduce una pericolosa giustizia 'fai da te' e sforna l'ennesimo regalo alla criminalità organizzata che vedrà 'legalizzati' i propri metodi di riscossione del pizzo. Per noi - conclude Ferranti - le ronde sono inaccettabili e chiediamo al Governo di ascoltare le tante e fondate critiche degli operatori della giustizia, dell'associazione delle vittime della mafia e del procuratore antimafia e anche il crescente dissenso che serpeggia nella maggioranza su norme che segnano un grave passo indietro dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata».


27/03/2009 10.43