Ikea, domani si discute la Valutazione di Impatto Ambientale

Alessandro Biancardi

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SAN GIOVANNI TEATINO. L’Ikea, dopo aver superato molti esami e tentate bocciature, è pronta per sostenere un’ultima valutazione, forse quella più difficile da passare. E’ la Valutazione d’impatto ambientale (VIA).

Il colosso svedese dei mobili ne ha superate molte di prove qui in Abruzzo, a San Giovanni Teatino.
Per far sì che l'Ikea si potesse insediare qui, il Comune ha approvato una variante al piano regolatore ed ha progettato una diversa viabilità per l'accesso al negozio con rotatorie e parcheggi.
Il tutto con la decisa opposizione di Rifondazione Comunista che, fin dall'inizio, non ha visto di buon grado l'operato del Comune.
Domani verrà discussa in sede di commissione Valutazione Impatto Ambientale la pratica relativa all'insediamento della grande struttura di vendita, situata all'uscita del casello autostradale dell'A14 a San Giovanni Teatino.
Il consigliere comunale Alessandro Ferragalli (RC) ha chiesto di essere ascoltato in Commissione per spiegare meglio quello che già ha anticipato oggi in una missiva. L'intenzione del consigliere è quella di proporre delle riflessioni in merito a diverse questioni.
Parte subito con il piano regolatore: «nella fase di approvazione della variante al PRG, che ha trasformato sostanzialmente aree agricole in commerciali, è stata effettuata, da parte del Comune di San Giovanni Teatino, una procedura di verifica di assoggettabilità a Vas senza il coinvolgimento delle autorità con competenza ambientale (Aca), così come previsto dall'art. 12, comma 2, del D.Lgs 04/2008».
L'allarme lanciato dal consigliere si rintraccia facilmente nella sua espressione “squilibrio spaziale” che indicherebbe la forte concentrazione di esercizi commerciali nel territorio comunale: «considerando che la legge regionale 11/2008 prevede per l'intero Abruzzo una ulteriore superficie commerciale di 100.00 mq, rispetto all'esistente, appare evidente la notevole concentrazione in un unico comune della quota che, in una ripartizione su base provinciale, sarebbe toccata all'intera Provincia di Chieti, accentuando la polarizzazione di attività commerciali fonti di immissioni inquinanti in atmosfera, dovute all'incremento del traffico veicolare indotto».
A destare preoccupazione sarebbe anche l'inquinamento acustico: «L'insediamento della struttura in oggetto si inquadra in un contesto allarmante, circa la qualità dell'aria e l'inquinamento acustico, che non andrebbe sottovalutato. Nel 2007- ha continuato Ferragalli- è stata condotta sul territorio dall'Istituto Mario Negri Sud una campagna di monitoraggio atmosferico dalla quale emergeva che i livelli di inquinamento da composti aromatici e, soprattutto, da particolato sospeso PM 10 erano assimilabili a quelli di una città di grandi dimensioni, determinando la necessità di emettere un'ordinanza sindacale che ha limitava il traffico sulla Tiburtina (ex SS5)».
Sembrerebbe che anche la Regione si sia accorta della situazione di degrado ambientale a tal punto da predisporre un «“piano di risanamento della qualità dell'aria” e, conseguentemente alla situazione accertata, ad oggi l'Arta di Chieti non rilascia nulla osta all'insediamento di nuove attività produttive che prevedano immissioni in atmosfera derivante dal ciclo delle lavorazioni», ha concluso Ferragalli.

Manuela Rosa 25/03/2009 10.49