Inchiesta Sangritana: Corte Conti archivia fascicolo su irregolarità di gestione

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Archiviata nella parte di sua competenza, dalla Corte dei Conti, la posizione degli indagati nell'inchiesta penale sulla gestione economica della Sangritana tra il 2002 ed il 2005.

Si tratta dei commercialisti Danilo Di Florio e Massimo Battistella. L'inchiesta penale si va così a ridimensionare dal momento che la magistratura contabile ha escluso la loro responsabilità patrimoniale.
Il pm della Procura di Lanciano, Mirvana Di Serio, ha chiesto invece il rinvio a giudizio per i periti esterni per presunta falsa attestazione sul lavoro svolto.
Il reato è in relazione alla perizia con cui i due tecnici esterni valutarono la società dei trasporti Staf di Lanciano, prima che fosse acquistata, nel 2002, dalla Sangritana ad un costo, stabilito dal suo Cda, di circa 2 milioni e 950 mila euro.
«Lavoro trasparente, leale e vero - dicono i periti -. Non abbiamo dato alcun parere di congruità al prezzo d'acquisto che il Cda Sangritana aveva già determinato. Il nostro terzo e ultimo livello di prezzo fu di 2 milioni 141 mila euro».
Di Florio e Battistella sono stati sentiti dalla procura della Corte dei Conti, a cui è stata consegnata identica memoria difensiva di 800 pagine - come avvenuto per la procura di Lanciano - in cui si spiegava il corretto operato in base alla contabilità fornita dalla Sangritana, società cento per cento della Regione Abruzzo.
Al termine della loro perizia i due commercialisti indicarono un prezzo più basso di quello effettivamente speso dalla Sangritana, superiore al valore reale.
Con Di Florio e Battistella, nell'inchiesta penale sulla Sangritana sono indagati l'ex presidente Marino Ferretti, l'ex direttore Antonio Bianco e l'ingegner Luigi Di Diego. Per questi ultimi le ipotesi di reato sono truffa ai danni dello Stato e falso. L'udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 17 giugno.

23/03/2009 9.44

CORTE DEI CONTI: ARCHIVIAZIONE “CONDIZIONATA” ANCHE PER GLI ALTRI INDAGATI

Nel procedimento davanti ai magistrati della Corte dei Conti è stato prosciolto con provvedimento firmato dal vice procuratore generale, Massimo Perin, anche l'ingegner Luigi Di Diego.
«Allo stato degli atti», scrive Perin, «fermo restando che qualora dovessero emergere da eventuali sentenze di condanna penale profili di pregiudizio (lesione di immagine, danni da disservizio ecc..) si potrà procedere nei confronti di coloro che sono stati ritenuti colpevoli in quella sede giudiziaria».
Dunque fascicolo archiviato per Di Diego - così come sembra anche per gli altri indagati- in attesa che la magistratura penale chiarisca definitivamente la vicenda per quanto di sua competenza.
Sarà il giudice penale dunque nel suo provvedimento eventualmente ad indicare –qualora emergessero- profili che possano interessare nuovamente la Corte dei Conti.

02/04/2009 16.33