Canile lager a Collelongo, Mancuso presenta un’ interrogazione controversa

Alessandro Biancardi

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IL CASO. ROMA. L'onorevole Gianni Mancuso (Pdl), veterinario di Novara, ha presentato un’interrogazione al Ministro della Salute per segnalare l’ennesimo esempio di canile “lager”. Questa volta riguarda la nostra regione: centro cinofilo del Fucino a Collelongo. IL LEGALE DEL CANILE:«GROSSOLANE INESATTEZZE»

E' ormai il cavallo di battaglia dell'onorevole Mancuso, quello di segnalare sistematicamente all'opinione pubblica nazionale i più noti e più antichi canili lager di cui viene a conoscenza.
Dopo Cicerale in provincia di Salerno, adesso quello di Collelongo che ha definito «uno degli esempi più alti di maltrattamento e di mala gestione di strutture dedicate ai cani randagi».
«Il canile di Collelongo andrebbe raso al suolo e posta una lapide a ricordo delle centinaia di cani ivi maltrattati e morti», si legge in una nota del parlamentare-vetererinario.
L'onorevole ha usato parole durissime per denunciare il silenzio e l'immobilità degli amministratori locali (Regione, Comune ed Asl): «vengono segnalati atteggiamenti accondiscendenti da parte dei rappresentanti delle istituzioni locali che sono preposte ai controlli».
Le molte segnalazioni, giunte all'onorevole, hanno raccontato di un canile da film horror: cani stipati a gruppi di 10-15 in ogni box, magri, emaciati, tremanti, con evidenze di malattie cutanee, scarsità di cibo e difficoltà per l'accesso all'acqua, nei box esterni le temperature invernali scendono di molto sotto lo zero.
Nella struttura opererebbero due società: il “Centro Cinofilo del Fucino” e la “Comar Farm Casaline S.r.l.”.
Si legge nell'interrogazione di Mancuso: «entrambe le società hanno sottoscritto numerose convenzioni con alcuni Comuni abruzzesi e delle Regioni limitrofe a prezzi irrisori».
In passato volontari di associazioni animaliste sono stati aggrediti, come ha raccontato Mancuso, nei pressi dell'entrata della struttura e un'associazione avrebbe presentato un esposto alla Procura della Repubblica.
Con l'interrogazione l'onorevole ha chiesto una verifica da parte del Governo su tutta l'attività connessa con quanto previsto dalla L. 281/91 che prevede cattura, identificazione, cure, sterilizzazione ed adozione per ogni cane randagio vivente nel territorio di competenza, in particolare di accertare competenze di Asl locale e Comune.

Manuela Rosa 20/03/2009 9.19

IL LEGALE DEL CANILE:«GROSSOLANE INESATTEZZE»

«L'istituto dell'interrogazione parlamentare, previsto dal nostro ordinamento per consentire ai deputati ed ai senatori di conoscere quale è la posizione del Governo rispetto a situazioni di particolare interesse, urgenza o gravità, spesso viene, però, utilizzato dai nostri rappresentanti politici per rivolgere accuse gravi e diffamanti contro onesti cittadini, al solo scopo, ahimè, propagandistico».
Inizia così una lunga replica dell'avvocato Leonardo Casciere che si scaglia contro quelle che definisce «inesattezze» dell'onorevole Mancuso contenute nella sua interrogazione («informazioni non verificate»).
L'avvocato Casciere poi ripercorre tutta la vicenda ed illustra alcuni particolari.
La storia che interessa il Centro cinofilo del Fucino ha inizio –secondo il legale- quando vengono trasferiti nella predetta struttura, cani precedentemente ospitati dal Canile La Fattoria di Tobia di Palestrina.
«I rappresentanti dell' Ass. Canili Lazio – onlus», spiega, «in particolar modo il presidente, Dott.ssa Maria Cristina Salvucci, ritenendo che dal trasferimento non sarebbe stata garantita agli animali l'assistenza sanitaria minima e che la struttura di Collelongo non avrebbe potuto accogliere altri cani, perché sovraffollata, dapprima, chiedeva alla Asl n. 1 di Avezzano di acquisire tutta una serie di documenti relativi alla struttura di Collelongo, e poi, il 21.02.2009, telefonava al Dott. Nicola Pisegna Orlando, responsabile del Servizio veterinario, dicendogli testualmente “ C'è un cane sventrato nel canile di Pino Corsi, chiama i NAS e di loro di intervenire ad horas”. Sia i NAS che la ASL di Avezzano e Sulmona, nella stessa giornata, hanno proceduto ad effettuare un'ispezione igienico-sanitaria, con esito altamente positivo. Dall'accertamento compiuto dai Nas, si legge a chiare lettere che in ogni box il numero di animali presenti era inferiore a dieci unità, e non superiore a quindici, come, invece, è stato riferito dall'on. Mancuso. In ogni box sono stati poi rinvenuti contenitori riforniti di acqua e cibo. Il personale sanitario ha poi evidenziato che gli animali non presentavano problematiche né di nutrizione né di maltrattamento, altro aspetto, questo, che è in contrasto con quanto affermato dall'on. Mancuso, il quale ha parlato di cani magri, tremanti, con evidenze di malattie cutanee, oltreché di scarsità di cibo nei box».
Inoltre, sarebbe falsa la notizia di «cane sventrati».
«Difronte ad accuse così gravi ed infondate», conclude Casciere, «non mi resta, altra alternativa se non far proporre querela nei confronti dell'On. Mancuso, con la speranza che voglia rinunciare alle guarentigie che la carica gli offre, mostrando di essere uomo con gli attributi. In caso contrario lo invito presso il canile per accertarsi delle falsità da lui denunciate».

20/03/2009 17.17