Canoni spiaggia, Fiba si affida ai parlamentari abruzzesi

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E’ contenuta in due emendamenti, a firma di esponenti di entrambi gli schieramenti, l’ultima possibilità per un quarto dei balneatori abruzzesi di non essere sepolti dall’aumento dei canoni demaniali.



Nelle due proposte infatti si prende in considerazione la posizione delle imprese titolari delle cosiddette «pertinenze», che nel 2008 si sono viste aumentare i canoni anche del 1000-1200 per cento.
Un salasso per le imprese balneari, chiamate a versare anche 50 mila euro di canone per un solo anno.
Per il triennio in corso, viene ora proposto dai due emendamenti, si dovrà procedere invece ad un aumento del 100 per cento.
«La proposta non ci soddisfa del tutto», spiega il presidente regionale e vicepresidente nazionale di Fiba-Confesercenti Antonio La Torre, «perché parliamo sempre di aumenti spropositati rispetto alla reale possibilità delle imprese.
«Tuttavia il 100 per cento è di gran lunga una condizione migliore degli aumenti-monstre dell'ultimo anno: per questo» sottolinea il presidente dei balneatori abruzzesi «in attesa del famoso decreto Brambilla che dovrebbe rimettere le cose a posto per l'intera categoria, chiediamo ai parlamentari abruzzesi di sostenere gli emendamenti a firma di Maurizio Bernardo e Nello Formisano che interessano oltre il 20 per cento delle imprese balneari abruzzesi. È l'ultima possibilità per un settore, quello dei balneatori, che non può essere considerato un bancomat cui attingere in ogni occasione».

19/03/2009 14.48